Sotto controllo l'incendio di Sessarego ma in Italia è allarme. I dati

26 agosto 2016 ore 9:24, Andrea Barcariol
Una sala operativa unica che riunisca la Protezione Civile e il servizio antincendio boschivo, in un'unica struttura regionale che possa monitorare 24 ore su 24 tutte le emergenze. E' questo il progetto del governatore della Liguria Giovanni Toti durante il suo sopralluogo nella zona Sessarego, dove è stato domato il grande incendio che ha interessato, nei giorni scorsi, le alture di Bogliasco, imponendo l’evacuazione precauzionale di due famiglie. "Il sistema dell'antincendio boschivo richiede grande attenzione soprattutto in una regione importante e delicata come la Liguria, con una superficie boschiva molto estesa, pari a oltre il 70%. Stiamo lavorando, come Regione, in un momento di calamità che richiede grande impegno per questo, ogni tipo di polemica appare oggi strumentale - ha spiegato Toti - A causa della prossima abolizione, da parte del governo, del Corpo Forestale e dei guai prodotti dalla cosiddetta riforma delle Province che ha tolto risorse e personale efficacemente impegnato sul territorio, stiamo lavorando sulla riorganizzazione del servizio antincendio boschivo".
   
Sotto controllo l'incendio di Sessarego ma in Italia è allarme. I dati
Per spegnere l'incendio, oltre alle squadre di vigili del fuoco e Forestale e ai volontari, anche dal Tigullio, sul posto sono state necessarie le autobotti, e gli aerei Canadair. Non ci sono stati feriti. "Siamo venuti a fare un sopralluogo - ha sottolineato il Governatore - perché era dovuto, per ringraziare  i volontari che in questi giorni sono stati impegnati su numerosi incendi in Liguria, il Corpo Forestale dello Stato e tutti gli operatori del sistema regionale dell'antincendio boschivo che ancora una volta si è dimostrato efficace ed efficiente".
Secondo il dossiere presentato a luglio dalla Coldiretti sono stati ben 25.869 gli incendi divampati in Italia nei primi sei mesi del 2016 con i roghi che lungo la Penisola hanno attraversato ben 12.518 ettari di terreno tra aree boschive e non. Sicilia, Puglia e Lazio le regioni più colpite. Rispetto al 2014 l'aumento è stato del 49%, dati preoccupanti e colpevolmente sottovalutati.

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