Terremoto Amatrice, bambini a rischio trauma: come aiutarli

26 agosto 2016 ore 10:33, Lucia Bigozzi
Il terremoto sbriciola affetti, legami, vite. Non sono solo le case a crollare ad Amatrice, Accumoli, Arcuata e Pescara del Tronto (i centri più colpiti) ma anche il cemento di tante famiglie, di intere comunità. La nuova scossa di stamani (magnitudo 4.8, definizione tecnica che da giorni ormai è entrata nel lessico comune per sottolineare l’intensità del movimento della terra) è un nuovo colpo al cuore di chi il cuore lo ha già spezzato da quella maledetta notte di mercoledì scorso: ore 3,36 l’inferno. 

E sono soprattutto i bambini che questo terremoto si è portato via; tante infatti le piccole vite spente sotto il peso dei calcinacci, intere famiglie devastate dal dolore della perdita di figli, nipoti, ragazzi e ragazze che si affacciavano alla vita e che quella vita l’hanno persa. Così per le vittime, ma nel dramma del terremoto c’è un altro aspetto da tenere in considerazione: tocca la sfera psicologica del dopo-terremoto, della ricostruzione interiore e ancora una volta riguarda molto da vicino i bambini. Perché sono loro quelli a pagare il prezzo più alto in questa fase, a fare i conti con un trauma troppo più grande della loro piccola età. Non a caso le associazioni di volontariato sono già in campo e al loro fianco. Oltre al team di psicologi della Protezione Civile, sono mobilitati gli esperti di Telefono Azzurro che in collaborazione proprio con gli uomini della Protezione Civile, si prenderanno cura dei piccoli sopravvissuti alla furia del sisma. Operatori professionisti, formati anche per questo tipo di emergenze sono già nei luoghi del dolore per dare supporto a figli e genitori. Un clichè che si ripete, dopo le emergenze affrontate col terremoto de L’Aquila, nel 2009 e quello dell’Emilia Romagna. 

Telefono Azzurro assicura assistenza anche per via telefonica ed ha già attivato linee di ascolto dedicate. Il numero da utilizzare per ogni necessità è il 114 Emergenza Infanzia ma è a disposizione anche il numero 1.96.96. Operativa anche la chat (www.azzurro.it/chat), dove quotidianamente operatori esperti rispondono alle richieste di bambini e adolescenti. La dimensione di ciò che a livello psicologico un terremoto può provocare nella psiche di un bambino lo spiega Ernesto Caffo, presidente di Telefono Azzurro, docente di Neuropsichiatria Infantile: “Si trovano a dovere affrontare sensazioni prima sconosciute, come la paura, il lutto, la perdita della casa e delle proprie abitudini, la vista di immagini drammatiche. È normale, in queste situazioni, provare paura intensa, senso di impotenza, di angoscia, di confusione che possono però scomparire in breve tempo, grazie anche al supporto e alla vicinanza di persone affettivamente importanti. Primi fra tutti i genitori”.

Telefono Azzurro è in campo anche sul versante della solidarietà concreta: chi vuole sostenere con il proprio contributo le famiglie colpite dal sisma può farlo pensando proprio ai bisogni dei bambini. Per questo è stata aperta la raccolta di giochi e materiale didattico proprio per loro. Per ogni informazione è possibile contattare il numero 800.090.335. Da segnalare infine l’appello che Telefono Azzurro rivolge ai mass media affinchè usino cautela nella divulgazione di foto o immagini particolarmente forti sui luoghi del terremoto, nel rispetto delle norme fissate dalla Carta di Treviso. Secondo gli esperti di Telefono Azzurro, infatti, una sollecitazione costante su un evento traumatico può avere effetti sull’equilibrio psichico di bambini ma anche di adulti, al punto da ‘sfociare’ in una sintomatologia, come ad esempio il Disturbo Post-Traumatico da stress. 
autore / Lucia Bigozzi
Lucia Bigozzi
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