Terremoto, Delrio boccia il "modello L' Aquila": "No New Town, rifaremo i borghi"

26 agosto 2016 ore 14:22, Americo Mascarucci
"Ogni terremoto ha la sua storia, non voglio giudicare le scelte fatte nel 2009 all'Aquila. Però stavolta a decidere saranno i sindaci. E credo che tutti preferiranno ricostruire il proprio paese lì dov'era". 
E’ quanto dichiarato dal Ministro delle Infrastrutture Graziano Delrio in un’intervista al Corriere della Sera nella quale boccia l'idea di costruire città nuove, ossia riedificare i centri distrutti dal sisma in punti diversi da dove si trovavano in precedenza. 
"La decisione verrà presa quando usciremo dall'emergenza vera e propria - spiega ancora - Quando imposteremo la ricostruzione daremo la parola a chi rappresenta la gente del posto. Decideremo con calma. Il tempo del dolore e dell'emergenza non è finito. Però so per esperienza che ha funzionato bene il modello dell'Emilia Romagna dove il commissario era il presidente della Regione. Le scelte vanno concordate con il territorio, fatte insieme e non calate dall'alto. Altrimenti non funzionano". 
Sull'esclusione dei soldi spesi per l'emergenza e la ricostruzione, dal tetto del 3% per il deficit Delrio chiarisce: "Siamo davanti a circostanze eccezionali, non credo ci siano dubbi nemmeno in Europa. Sarebbe importante che restassero fuori anche i soldi che spenderemo per prevenire queste tragedie".

Sul bilancio dei danni intanto il Governo non è in grado di dare delle cifre precise: "Serviranno diversi giorni. La rilevazione va fatta casa per casa, infrastruttura per infrastruttura" spiega il ministro.
Terremoto, Delrio boccia il 'modello L' Aquila': 'No New Town, rifaremo i borghi'
In merito alla stima di 360 miliardi di euro necessari a mettere in sicurezza tutte le costruzioni italiane poi spiega: " "L'ordine di grandezza è quello e nel lungo periodo non solo ce la possiamo ma ce la dobbiamo fare. Anche perché solo tra il 2010 e il 2012 abbiamo speso 4 miliardi di euro per riparare i danni. Accanto a un intervento diretto dello Stato occorre rafforzare gli sconti fiscali per chi fa interventi di ristrutturazione antisismica". 
Per il Governo la priorità al momento è una: "Il tema è ridurre al minimo la durata degli attendamenti e far ripartire subito i servizi - conclude Delrio - a cominciare dalle scuole: non dico fin dal primo giorno, ma subito dopo i bambini dei paesi colpiti dovranno tornare sui banchi".
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