Terremoto Amatrice, Schintu (Cri): "Tendopoli via al più presto, da qui ce ne andremo per ultimi"

26 agosto 2016 ore 12:18, Marco Guerra
"I magazzini sono strapieni di beni di prima necessità, non servono viveri ma soldi per la ricostruzione".  
Intelligonews  ha raggiunto ad Amatrice l’emergency manager della Croce Rossa, Ignazio Schintu, con il quale ha fatto il punto della situazione sull'emergenza e le prossime necessità. 
Schintu avverte: "Qui siamo in montagna, la gente non potrà stare nelle tende ancora a lungo". 

Come sta funzionando la macchina del soccorso e dell’assistenza alle popolazioni colpite?

"Tende per migliaia di posti sono già state messe a disposizione di tutti, però molte persone hanno preferito dormire in macchina perché le scosse stanno proseguendo e la gente ha paura, è sconfortata. Non capisce perché le scosse continuino a proseguire. Fortissima quella di stamani alle 6.28. Comunque Amatrice ormai non esiste più, è rasa al suolo. Sta proseguendo sia l’attività di ricerca che di sostegno sanitario e psicologico ai sopravvissuti"

Sul fronte dei soccorsi qual'è la situazione? Si scava ancora?

"Si, si continua a scavare anche con il nostro personale dei soccorsi speciali, che sta lavorando al fianco dei Vigili del Fuoco, è impegnato. I vigili ancora una volta stanno facendo un grande lavoro. I numeri vengono via via aggiornati".

Ci sono feriti a cui state dando assistenza?

"Tutto viene coordinato dal 118, noi siamo d’ausilio con le ambulanze come avviene nel sistema di assistenza ordinario".

Il Presidente della Regione ha detto che non servono beni di prima necessità ma soldi e sangue. Lo conferma?

"Assolutamente, i magazzini sono strapieni, almeno per il momento abbiamo persino difficoltà a stoccare. L’appello alla donazione del sangue è sempre valido perché il plasma serve in qualsiasi momento dell’anno. Poi bisogna già pensare alla ricostruzione, pensare al futuro . Le donazioni in denaro sono fondamentali. La Croce Rossa ha già aperto un conto corrente che potere trovare sul nostro sito www.cri.it". 

Tra breve, con l’autunno, cambieranno le condizioni atmosferiche. In vista dei prossimi mesi quali saranno le emergenze da affrontare?

"La Croce Rosse non lascia la popolazione sola, la nostra missione è proprio questa, siamo arrivati qualche ora dopo l’evento e saremo gli ultimi ad andare via. Ci muoveremo anche in base alle richieste della popolazione locale perché non possiamo stravolgere la loro comunità. Attività che passeranno dalla ricostruzione alle attività di supporto nelle scuole. Cercheremo di dare una risposta a tutto ciò che le autorità locali ci chiederanno".

Riguardo alla ricostruzione già c'è polemica circa l’eventualità di costruire le cosiddette new town. In centri piccoli come Amatrice come si procederà e quali sono le richieste della popolazione? 

"Io intanto escluderei l'eventualità che la gente possa restare nelle tende per lungo tempo, anche perché qua la temperatura la notte scende a  6 – 7 gradi e siamo ad agosto. Vedremo quale sarà la programmazione, non conosco la geologia della zona. Sarà una scelta che dovranno fare le autorità locali insieme con gli addetti a questo tipo di intervento".

Dunque non potendo restare nelle tende, dove saranno collocati gli sfollati? 

"L’inverno nelle tende non lo passerà nessuno, al di là della polemiche a volte finalizzate al niente, posso dire che a L'’Aquila l’ultima tenda l’abbiamo tolta l'11 novembre. Qua i numeri sono decisamente inferiori. Il numero delle vittime può trarre in inganno; la popolazione in questo momento era prevalentemente composta da turisti, ed è anche il motivo per cui non si hanno ancora numeri certi. Il sisma si è verificato in una settimana particolare. Credo però che sarà molto più semplice gestire questo tipo di evento rispetto a L'Aquila. Nel capoluogo abruzzese vivevano 70mila persone, qui in inverno ce ne sono poche migliaia". 
Terremoto Amatrice, Schintu (Cri): 'Tendopoli via al più presto, da qui ce ne andremo per ultimi'

autore / Marco Guerra
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