Inps contratti stabili: crescono sul primo semestre 2016 ma franano sul 2015

26 agosto 2016 ore 12:56, Luca Lippi
Dall’Osservatorio Inps giungono i dati sui contratti relativi al primo semestre 2016, sono stati stipulati 845.392 contratti a tempo indeterminato (comprese le trasformazioni di rapporti a termine e di apprendistato) mentre le cessazioni dei contratti a tempo indeterminato sono state 770.890, con un saldo positivo di 74.502 unità. Messo a confronto il dato col medesimo del primo semestre dello scorso anno (2015) siamo a -84% rispetto al saldo positivo di 468.186 contratti stabili dei primi sei mesi del 2015. Continua dunque a calare il saldo positivo dei nuovi contratti a tutele crescenti a tempo indeterminato .
In totale, le assunzioni nel periodo gennaio-giugno 2016 sono risultate 2.572.000, con una riduzione di 302.000 unità rispetto al corrispondente periodo del 2015 (- 10,5%). Questo rallentamento - si legge dall'osservatorio Inps sul precariato - ha coinvolto esclusivamente i contratti a tempo indeterminato: - 326.000, pari a - 33,4% sul primo semestre del 2015. 
Il calo è da ricondurre al forte incremento delle assunzioni a tempo indeterminato registrato nel 2015, anno in cui dette assunzioni potevano beneficiare dell'abbattimento integrale dei contributi previdenziali a carico del datore di lavoro per un periodo di tre anni.

Inps contratti stabili: crescono sul primo semestre 2016 ma franano sul 2015

L’Inps ha comunicato inoltre che nel periodo gennaio-giugno 2016 sono stati venduti 69,9 milioni di voucher destinati al pagamento delle prestazioni di lavoro accessorio, del valore nominale di 10 euro, con un incremento, rispetto al primo semestre 2015, pari al +40,1%. Nel primo semestre 2015, la crescita dell’utilizzo dei voucher, rispetto al 2014, era stata pari al 74,7%.
Complessivamente, si rileva dai dati dell'Inps la conferma della tendenza che era emersa nei primi mesi del 2016: la riduzione della decontribuzione destinata ai nuovi contratti a tempo indeterminato ha rallentato il ritmo delle assunzioni stabili, rispetto all'anno prima che riservava condizioni migliori (lo sgravio è passato da 8mila a 3.250 euro con durata passata da tre a due anni). 
Tuttavia però si deve rilevare un miglioramento del mercato del lavoro, nel quale le attivazioni di contratti sopravanzano nettamente le cessazioni, lasciando intendere che più persone riescono a trovare una occupazione.
Ora la palla passa al governo e alle parti sociali che dovranno rimodulare l’utilizzo dei voucher e soprattutto rivedere le politiche di riduzioni strutturali delle tasse sul lavoro sia per dare una spinta ai consumi sia per non perdere la spinta (anche se leve) alle assunzioni.

autore / Luca Lippi
Luca Lippi
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