Primarie francesi, Sarkozy si (ri)candida "per ristabilire autorità"

26 agosto 2016 ore 15:09, Luca Lippi
Nicolas Sarkozy già con la pubblicazione del suo libro “Tutto per la Francia” aveva dato segnali incontrovertibili di una imminente discesa in campo, una “ridiscesa” per essere più precisi.
Per il suo primo comizio, Sarkozy ha scelto Chateaurenard, nel sud (regione di Marsiglia), dove circa 2.000 militanti entusiasti lo hanno acclamato. La regione è tradizionalmente feudo del Front National e quando il futuro candidato all'Eliseo ha affermato che "il popolo di Francia non è xenofobo perché pensa ci sia un problema di immigrazione" è stato premiato da un'ovazione. 
Molti gli applausi anche quando, appoggiando il premier socialista Manuel Valls, ha dichiarato il suo no al burkini sulle spiagge e le piscine di Francia, chiedendo anche una legge che lo vieti. 
Dunque Sarkozy torna per riprendersi l’Eliseo, e lo fa riprendendo le fila del discorso da dove lo aveva lasciato, sono appunto immigrazione, laicità e identità francese i fondamentali argomenti della campagna elettorale di Nicolas Sarkozy, e riparte esattamente dalla sconfitta subita a vantaggio di Francois Hollande nel 2012. C’è da sottolineare una speculare condotta del programma elettorale che replica la linea della destra più radicale. Infatti “immigrazione, laicità e identità” sono i grandi temi del Front National.

Primarie francesi, Sarkozy si (ri)candida 'per ristabilire autorità'

Sarkozy ha annunciato lunedì scorso l'intenzione di candidarsi alle primarie della destra in programma il 20 e 27 novembre, puntando sulla sicurezza del Paese e sulla difesa dell'identità francese davanti a una politica migratoria "che non ha più alcun senso". 
Davanti a circa 2.000 sostenitori dice: "Voglio essere il presidente che ristabilisce l'autorità dello Stato su ogni centimetro quadrato della Repubblica", e denuncia: "un generale declino del potere dello Stato". "Non sarò mai quello che vacilla, il candidato dei compromessi traballanti, delle sintesi così sottili che non rimane nulla", ha proseguito, dicendosi pronto a "incarnare" di nuovo "la funzione presidenziale" oggi "indebolita" dopo quattro anni di presidenza del socialista Francois Hollande. 
Accusando l'attuale capo dello Stato di aver mancato di determinazione nella lotta contro i jihadisti, Sarkozy ha quindi promesso di lottare contro il terrorismo che ha colpito il Paese: "Voglio affrontare la minaccia terroristica, i francesi devono essere certi di essere protetti, invece di chiedere perché la risposta di chi ci dovrebbe governare è così debole, la nostra identità è minacciata".
Nel comizio ha poi ribadito di voler vietare anche il velo "a scuola, all'università, nell'amministrazione pubblica e nelle imprese", denunciando "la tirannia delle minoranze". 
Toni più duri rispetto al suo principale avversario alle primarie, Alain Juppé, accusato tra le righe di essere troppo moderato nella lotta all'islam radicale: "Non voglio sentir parlare di compromessi. Non ci sono compromessi da fare con l'islam radicale". 
Sebbene Sarkozy sia indietro nei sondaggi rispetto a Juppé,  ha concluso dicendosi fiducioso: "Sono candidato alle primarie e vinceremo”.

autore / Luca Lippi
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