Pensioni, l'esperto alla generazione '80: "Pensiamo alla pensione come la nostra futura casa "

26 aprile 2016 ore 8:48, Luca Lippi
Nelle ultime ore è accaduto qualcosa che è passato inosservato, le parole di Boeri (il Presidente dell’Inps) che a proposito delle buste arancioni si è lasciato sfuggire una frase : "Poche buste arancioni perché politica ha paura", e poi non si ferma solo a questo: “la generazione 1980 rischia di andare in pensione a 75 anni”.
Dietro queste affermazioni potrebbe celarsi il messaggio di rinunciare definitivamente alla pensione di anzianità. Chi la riceve, lentamente e per consunzione naturale, mollerà l’ambita preda, e chi sopravvive sarà costretto anche alla sopravvivenza fisica oltre che fisiologica.
Fra le parole spese da vari interlocutori sull'argomento "pensioni" spesso emerge l’invito a pensare seriamente a delle polizze “integrative”, come a dire che si dovrà continuare a devolvere denaro all’Inps per pagare assegni di quiescenza, e tanto altro a carico dell’Inps, ma senza sperare di ricavarne un ritorno economico futuro, e contestualmente con l’altra mano, farsi una pensione privata. In sostanza il messaggio è quello che in futuro non ci sarà nessuna pensione.
Allora proviamo a capire come funziona la rivalutazione di quello che versiamo all’Inps e come funziona, se potessimo scegliere,  la rivalutazione di una rendita vitalizia privata.

Inps: per determinare l'importo delle pensioni calcolate con il sistema contributivo viene applicato ai contributi versati un "tasso annuo di capitalizzazione". In pratica, tutti i contributi versati per un certo lavoratore vanno a costituire nel tempo un capitale, detto montante contributivo individuale, che viene incrementato in base all'andamento dell'economia. Una somma versata oggi, infatti, avrà un valore ben diverso tra 20 o 30 anni e pertanto l'Inps (o un qualsiasi altro istituto previdenziale) effettua un calcolo per tenerne conto. 
L'incremento del montante contributivo si basa sull'andamento del Pil, ovvero la variazione della ricchezza prodotta dal Paese nel suo complesso. Il "tasso annuo di capitalizzazione riconosciuto" dall'Inps è pari alla crescita media del "Pil nominale" nei cinque anni precedenti. 
Il Pil nominale è ricavato dalla somma del Pil reale con l’inflazione. Dunque l'importo delle pensioni future è strettamente legato alla salute dell'economia: finché c'è crescita (e inflazione), il capitale versato aumenta di valore e al momento di maturare il diritto alla pensione il lavoratore potrà contare su un assegno mensile congruo alla situazione economica del momento. Se invece l'economia va male, il "gruzzolo" messo da parte dal lavoratore nel corso del tempo può anche perdere di valore e produrre una pensione di importo più ridotto.
Questo vale per tutti coloro che rientrano nel sistema contributivo, cioè i giovani cui facciamo riferimento in questo articolo, gli altri sono privilegiati baciati dal dono del “diritto acquisito” che sono andati in pensione col sstema retributivo e quelli che andranno col sistema misto.
La rivalutazione reale dei contributi versati è data dalla differenza tra il Tasso di capitalizzazione e il Tasso di inflazione. Il numero che se ne ricava può essere anche negativo, cioè comportare una diminuzione del capitale a disposizione del lavoratore. 

Pensioni, l'esperto alla generazione '80: 'Pensiamo alla pensione come la nostra futura casa '

Le polizze vita: sono dei contratti stipulati tra privati cittadini e compagnie assicurative che obbligano queste ultime a liquidare un beneficiario con una somma oppure sotto forma di una rendita qualora dovesse succedere qualcosa in relazione alla vita del contraente. Il mercato delle assicurazioni offre uno scenario piuttosto vasto fatto di diversi prodotti utili a soddisfare un po’ tutte le necessità. Chi desideri usufruire quindi di una polizza di questo tipo dovrà pertanto sottoscrivere un contratto con una compagnia erogante assicurazioni vita e corrispondere a tale compagnia un premio. Questi strumenti sono da considerarsi importanti in termini previdenziali per la propria famiglia, oltre a costituire una potenziale forma di previdenza integrativa. Le polizze di assicurazione con finalità di "risparmio" ossia di investimento presentano un meccanismo di rivalutazione annuo. In questo modo la Compagnia riconosce agli assicurati una parte degli utili ottenuti tramite la propria gestione finanziaria. Esso può avvenire alla ricorrenza annuale del contratto o al 31/12 di ogni anno. Vediamo come si calcola la rivalutazione delle polizze vita.
Nelle condizioni delle polizze di assicurazione e precisamente nel paragrafo relativo alla "Clausola di rivalutazione" viene specificata la regola di attribuzione degli utili. Alcuni contratti prevedono "aliquote di retrocessione", ossia percentuali degli utili, generalmente comprese tra l'80% e il 90%, che vengono attribuite al contratto. Ad esempio, se la gestione finanziaria della Compagnia ottiene il 4% di utile e il nostro contratto prevede un'aliquota di retrocessione dell'80%, avremo una rivalutazione del nostro capitale pari a 80% moltiplicato per 4%, ossia 3,20%.
A parte i numeri, che sono puramente indicativi, chiediamo a un esperto, Eugenio Vicari, i tassi di rendimento attuali delle polizze vita e con il suo aiuto proviamo a capire se la gestione privata e quella dell’Inps si equivalgono oppure è meglio una rispetto ad un’altra.

Pensioni, l'esperto alla generazione '80: 'Pensiamo alla pensione come la nostra futura casa '
Vicari può spiegarci in sintesi quanti prodotti ci sono sul mercato specifici per costituire una rendita vitalizia?
Da anni il settore della previdenza offre ai risparmiatori diverse soluzioni per costruire su misura una rendita vitalizia a integrazione di quella pubblica. Questi, a mio giudizio, si possono ritrovare tra strumenti di natura sia previdenziale sia finanziaria. Tra i primi, in ordine assoluto, ritengo che i Fondi pensionistici integrativi di tipo aperto siano il terzo pilastro, fondamentale per la costruzione di una rendita vitalizia integrativa. A questo si possono aggiungere tranquillamente degli strumenti di natura finanziaria più efficienti e redditizi nel lungo periodo veda i Piani di accumulo su Fondi Comuni di Investimento.

Ci può spiegare cos’è una polizza di capitalizzazione?
Con una polizza a capitalizzazione, io affido parte dei miei risparmi al gestore di una compagnia assicurativa che li gestirà in un fondo separato completamente dal capitale sociale della stessa . Tra l'85% ed il 95% del patrimonio viene investito in titoli di stato ed obbligazioni con valutazione dei corsi sempre al valore di acquisto e non di mercato e il resto viene investito in azioni e altri strumenti finanziari. Ogni anno il cliente riceve comunicazione da parte della compagnia in merito al rendimento certificato e lo stesso va a integrare annualmente la somma precedentemente versata. In sostanza gli interessi si capitalizzano ogni anno sul patrimonio e sugli interessi di quello precedente.

Secondo la sua esperienza e le sue conoscenze del mercato assicurativo, qual è il prodotto migliore per costituire una rendita vitalizia che sia più possibile simile al tradizionale assegno di quiescenza?
In assoluto, ripeto, il Fondo pensione aperto è a mio giudizio lo strumento previdenziale più efficiente per questo obiettivo e anche quello più incentivato fiscalmente. Manca ancora la giusta educazione finanziaria al risparmio da parte degli Italiani, ma è solo un parere personale. Insieme ai Giapponesi siamo il Paese con più risparmio al mondo ma noi Italiani siamo tra i più inefficienti dal punto di vista della capacità cognitiva di gestione e indirizzamento di questo risparmio.

I tassi di rendimento della gestione Inps sono vicini a valori negativi, in sostanza quanto si versa è maggiore di quanto sarà rivalutato al 31/12; quali sono i tassi di retrocessione netti medi oggi per una “polizza ramo vita” e quelli per una “polizza di capitalizzazione”?
Ovviamente molto dipende dalla qualità della gestione delle varie compagnie assicurative. Possiamo però dire che per le polizze “ramo vita” dobbiamo  fare un distinguo, tra quelle che prevedono un rischio premorienza e quelle che invece non lo prevedono. Qui i caricamenti, agli attuali tassi di rendimento, incidono non poco. Mediamente possiamo dire che al lordo delle ritenute fiscali, dei caricamenti e dei costi di gestione, la forchetta di rendimento va da un 4% ad un 2,75% . Ovviamente rendimenti lordi. Per le polizze a capitalizzazione il rendimento negli ultimi anni è stato nella media del 4% / 4,5% sempre  al lordo di quanto sopra. Rendimenti che nei prossimi anni non ci saranno più ovviamente. Quindi il paradosso che si potrà palesare sarà che oltre alla gestione Inps anche le polizze a capitalizzazione presenteranno dei rendimenti prossimi all1% o addirittura allo 0,...% a causa della continua discesa dei tassi a livello EUROPEO.

Vicari, onestamente, oggi quale soluzione sceglierebbe per se stesso allo scopo di costituirsi una pensione a fine carriera, anche fuori dal campo strettamente “assicurativo”, e perché?
Innanzitutto il mio consiglio è quello di farsi aiutare da un consulente finanziario e lasciarsi educare correttamente su come si deve risparmiare. Lei pensi solo che in GB la consulenza finanziaria soprattutto per le fasce più deboli è obbligatoria e gratuita. Questo allo scopo di ridurre negli anni la spesa sociale derivante proprio dalle inefficienze dello Stato.
Detto questo io suggerisco di pianificare il prima possibile quando e come si vorrà ritirarsi dal lavoro, quanto risparmio dedicare a questo obiettivo e  rispettare l’impegno fino alla fine. Ad un fondo pensione aperto può aderire anche un neonato.
Utilizzeremo a tale scopo due semplici strumenti. Un Fondo pensione aperto che durerà fino alla data di pensionamento per legge e un buon piano di accumulo mensile. Pensiamo alla nostra pensione come alla nostra futura casa dove tentare di vivere serenamente e in salute. Ebbene la casa la potrò  costruire come piace a me ma soprattutto mattone dopo mattone.
Alla fine avrò una rendita ad integrazione  di quella statale o da lavoro dipendente o autonomo e dall'altra avrò un consistente capitale a disposizione e costruito negli anni questo mi consentirà di vivere in tranquillità.

E se dovesse accadere in un prossimo futuro che posso scegliere di “staccarmi totalmente” dalla previdenza statale e concentrare tutte le risorse disponibili in una forma di previdenza privata, posso aspirare a ricevere un trattamento vitalizio migliore o uguale, di quello futuribile da parte dell’Inps?
Nel momento in cui io sono libero di  scegliere gli strumenti più efficienti ed adeguati che il mercato mi offre, affiancato da un consulente, che deve essere più un Life coach che un consulente finanziario, potrò contare su un risultato a mio parere assolutamente più soddisfacente.  La storia dei mercati finanziari anche attraverso tutte le crisi economiche finanziarie finora attraversate ci confermano questo.
La cosa importante è la ricerca assoluta dell'efficienza e del contenimento dei costi.

autore / Luca Lippi
Luca Lippi
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