Nuovo caso di meningite in Toscana, salgono a 22 le infezioni totali: è epidemia?

26 aprile 2016 ore 10:19, Andrea De Angelis
Continua l'allarme meningite in Toscana, regione particolarmente colpita da una malattia poco conosciuta dagli italiani, ma non per questo da sottovalutare. Anzi. Gli appelli delle istituzioni locali ad effettuare il vaccino vanno proprio in questa direzione: prevenire il male è possibile, anzi doveroso. Per farlo la vaccinazione è il rimedio idoneo, così è alto l'impegno affinché la popolazione si muova in tal senso. 

L’assessore alla sanità della regione Toscana Stefania Saccardi ha parlato in generale della meningite in Toscana ed in particolare delle indagini che si stanno compiendo per individuare i soggetti portatori sani della pericolosa malattia: "La struttura responsabile per il coordinamento delle indagini epidemiologiche sui casi di meningite è l’Agenzia regionale di Sanità che si avvale del proprio personale e di una unità di personale appositamente formato. I laboratori che eseguono le indagini e la conferma sui campioni biologici sono quello di microbiologia, virologia e sierologia di Careggi, di immunologia del Meyer e il dipartimento di malattie infettive dell’istituto superiore di sanità".
Dall’inizio dell’anno sono 22 i casi accertati di meningite nella regione e l’epidemia non accenna a rallentare. La regione e le Asl hanno organizzato un piano straordinario di vaccinazioni che sta riguardando varie province delle Toscana. Al momento le vittime sono quattro. L'ultimo caso riguarda una donna di 70 anni che è stata ricoverata in gravi condizioni all’ospedale di Cisanello, alla periferia di Pisa, è rimasta vittima di una infezione di meningite di tipo C, la più pericolosa. Le condizioni della degente sono appunto gravi, ma stazionarie 

Nuovo caso di meningite in Toscana, salgono a 22 le infezioni totali: è epidemia?
In molti si chiedono se si possa parlare o meno di epidemia. Premessa doverosa: è importante evitare facili allarmismi. Si definisce epidemia (dal greco ?p? + d?µ??, letteralmente sopra il popolo, sopra le persone) il diffondersi di una malattia, in genere una malattia infettiva, che colpisce quasi simultaneamente una collettività di individui, ovvero una data popolazione umana, con una ben delimitata diffusione nello spazio e nel tempo, avente la stessa origine.
Poiché in una data popolazione, ogni anno, è atteso il verificarsi di un certo numero di eventi morbosi, un'epidemia comporta un numero di casi in eccesso rispetto ai valori attesi per quella determinata comunità, e sulla base delle esperienze e del numero di casi storici di morbosità.
Come si evince da quanto sopra riportato, il concetto di epidemia non fa riferimento ad un numero minimo di casi, ma semplicemente ad un eccesso rispetto ai casi attesi. Come riporta Newsitaliane.it, i casi lo scorso anno furono 38, mentre nei primi quattro mesi dell'anno in corso sono appunto ventidue. Con questa media si arriverebbe a un numero di casi vicino ai settanta, quasi il doppio dell'anno precedente. 

L'invito più sensato, dunque, è da un lato quello a non allarmarsi creando inutili psicosi, dall'altro però ad accogliere gli inviti delle istituzioni e autorità del posto a prendere in seria considerazione il vaccino. 
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