30 anni dal disastro nucleare di Chernobyl: ancora 20 volte più radiazioni che a Kiev

26 aprile 2016 ore 14:04, Americo Mascarucci
Trent'anni fa ebbe luogo il più grande disastro nucleare della storia, la tragedia di Chernobyl che ancora oggi continua a produrre i suoi devastanti effetti, diventata il simbolo della lotta contro il nucleare.
Il reattore numero 4 esplose alle ore 1.23 del 26 aprile 1986 presso la centrale nucleare V.I. Lenin, situata in Ucraina settentrionale (all'epoca parte dell'URSS), a 3 km dalla città di Pryp'jat' e a 18 km da quella di Chernobyl, 16 km a sud del confine con la Bielorussia. 
4000 mila morti secondo le stime dell'Onu ( 65 decessi certi, il resto vittime di tumori e leucemie ’collegabili’), ma gli ambientalisti parlano di centinaia di migliaia di malati e decine di migliaia di morti. 
Furono infatti decine i morti, nei tempi immediatamente successivi alla tragedia, compresi tecnici e vigili del fuoco intervenuti per spegnere il reattore in fiamme, poi centinaia, migliaia, nei mesi e anni seguenti: tra di loro i liquidatori, eroi senza nome, gli uomini che si tuffarono nelle piscine di sicurezza sotto il reattore, piene d’acqua radioattiva, nelle quali rischiava di finire il nocciolo di uranio e plutonio con conseguenze incalcolabili per Ucraina, Bielorussia, Europa occidentale. E poi i cosiddetti biorobot, uomini reclutati da ogni parte dell’Unione Sovietica, col compito di salire sopra il tetto del reattore e rimuovere, a mano, i detriti radioattivi sparsi ovunque. 
L’esplosione del reattore RBMK 1000 e l’incendio che ne seguì hanno immesso per dieci giorni in atmosfera una enorme quantità di radioattività: 5300 PBq, dieci volte i 520 PBq emessi nell'incidente di Fukushima. 
Il fallout radioattivo ha pesantemente contaminato 6.200 chilometri quadrati di Bielorussia, 4200 di Ucraina, 193 di Russia, ma la radioattività è calata anche nei territori vicini. "In Ucraina, Bielorussia e Russia – è scritto in un rapporto di Greenpeace – sono ben 150 mila i chilometri quadrati di territorio che sono stati contaminati a livelli che hanno chiesto l’evacuazione della popolazione - all'epoca dell’incidente oltre 8 milioni di persone – o serie restrizioni nell'uso del suolo e la produzione agricola". 

30 anni dal disastro nucleare di Chernobyl: ancora 20 volte più radiazioni che a Kiev
Nei primi dieci giorni successivi alla catastrofe si tentò con ogni mezzo di fermare la fuga radioattiva: elicotteri militari versarono oltre 1800 tonnellate di sabbia e 2400 di piombo sul reattore, ma solo il 6 maggio la situazione fu sotto controllo. 
Le scorie radioattive da confinare sono circa 440mila metri cubi, 15 volte il volume dei rifiuti nucleari ad alta radioattività di tutte le centrali nucleari tedesche. 
L’attuale sarcofago protettivo – Yelena per la gente del posto – è in cattive condizioni, e nel 1997 G7, Ue e Ucraina hanno siglato un memorandum per sostituirlo (lo Shelter implementation plan). La nuova poderosa struttura di protezione ha accumulato 12 anni di ritardi, il che ha fatto incrementare il costo è quadruplicato, salendo a 2.15 miliardi di euro. La sua costruzione da parte di un consorzio francese è iniziata nel 2010.
Una volta ultimata, secondo lo Shelter Fund della Bers a fine 2017, sarà letteralmente trasportata su rotaie sopra la vecchia centrale. 
Il nuovo sarcofago seppellirà la enorme radioattività ancora presente nel reattore. "L'intera area di costruzione è stata accuratamente decontaminata prima di iniziare, per evitare rischi al personale. Tuttavia, la radiazione qui è circa 20 volte superiore rispetto a Kiev", ha spiegato Yulia Marusich, specialista del dipartimento internazionale di Chernobyl.
Secondo uno studio elaborato dal Parlamento Europeo "di tutti i casi di cancro che si registreranno in Europa fino al 2065, lo 0,01% sara' ancora legato alle radiazioni dovute all'incidente di Chernobyl". Di questi, 16mila casi potrebbero risultare mortali. La maggior parte delle malattie (70%) e' attesa nei Paesi più prossimi al disastro, vale a dire Ucraina, Russia e Bielorussia. Quanto al tipo di tumore la maggior parte riguarderà probabilmente la tiroide".
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