99 Posse, tornano "cambiati" col nuovo album. Luca: "Come Berlusconi ho dei precedenti..."

26 aprile 2016 ore 10:20, Lucia Bigozzi
Da Napoli riparte una nuova avventura. In pista, anzi sul palcoscenico, tornano i 99 Posse, la band di Zulù, Marco Messina, Massimo Jovine e Sacha Ricci. Al lavoro tra il nuovo tour iniziato venerdì scorso da Firenze, proprio il giorno in cui è uscito l’album targato 2016, intitolato “Il Tempo. Le Parole. Il Suono”. Tutto comincia o ricomincia da Napoli dove la band ha il proprio quartier generale. I fans hanno sedici nuovi brani per continuare ad apprezzare la musica di Zulù e compagni ma stavolta ci sono collaborazioni “preziose” con grandi del panorama musicale italiano: da Enzo Avitabile, a Rocco Hunt, lo Stato Sociale, Valerio Jovine, Mama Marjas, Andrea D’Alessio e Speaker Cenzou. “Con Curre Curre Guagliò 2.0 abbiamo chiuso un cerchio. 

È stato un disco pieno di collaborazioni. Stavolta pensavamo di farne senza. Poi le cose sono cambiate” spiegano Zulù e Luca Persico in un’intervista a Repubblica nella quale parla della storia della band e anche dei momenti più difficili che lui e gli amici hanno dovuto affrontare nella fase che segna il loro rilancio: “Prima di metterci a scrivere ci siamo chiesti: ‘chi siamo e perché gridiamo? Questo disco parla di noi. Negli ultimi 25 anni abbiamo lavorato per la distruzione delle classi. Oggi le cose sono cambiate ma noi non ci tiriamo indietro. Parlare di identità è stato quasi naturale. Io ero ad Avellino, Massimo e Marco in studio a Napoli. Anche se a distanza, abbiamo sentito che bisognava lavorare sull’identità espressiva. Per anni ogni volta che dovevo scrivere i testi di un disco è stato un dramma. Avevo paura di essere banale, scontato, temevo di non trovare le rime giuste. Questa volta no: Luca e Zulù hanno fatto pace. Le parole dell’album mi sono venute dalle viscere”. Ma Luca parla anche della sua brutta esperienza di vita, ironiozzando:“Come Berlusconi ho dei precedenti, siamo tutti e due pregiudicati, ma non mi sento simile a lui”. 

Una fase, dunque importante, fatta anche di grandi mutazioni ma il punto fermo è e resta la loro musica nella quale hanno “trovato la forza di andare avanti. Quello che ci gratifica è vedere ragazzi di 18 anni ai nostri concerti, giovani ribelli che non cercano l’omologazione e che non c’erano ai tempi di Curre Curre Guagliò. Noi continuiamo a essere border line. Molti gruppi che hanno cominciato con noi sono spariti e hanno mollato. Prendiamo le distanze dai linciaggi morali e dal giustizialismo che si vedono in giro. Abbiamo sfondato molte porte in questi anni. E adesso andiamo in tournée, a suonare per il nostro pubblico”, confermano Zulù e Luca, pronti per nuove tappe, a tu per tu col loro pubblico. 
autore / Lucia Bigozzi
Lucia Bigozzi
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