Obama in Europa, per Cardini "lo strappo della Merkel preoccupa anche gli Usa: ora hanno due necessità"

26 aprile 2016 ore 13:56, Lucia Bigozzi
“Obama deve salvare il trattato euro-atlantico che interessa ai finanzieri e agli imprenditori americani e consigliare la Merkel a evitare lo strappo col resto d’Europa”. Così Franco Cardini, storico ed esperto di scenari geopolitici, analizza con Intelligonews i veri motivi della visita di Obama in Europa. E spiega la vera ragione dell’asse germano-statunitense. 

Che ci fa Obama in Europa? Il vero motivo che non è Brexit e non è la lotta al terrorismo?

«Obama ha invertito il canone, perché in termini generali tutti gli uomini politici con incarichi importanti sparano le loro cartucce il prima possibile. Obama ha fatto una cosa secondo me apprezzabile, il che non vuol dire che sia politicamente astuta: ha fatto promesse come tutti i politici e poi ha avuto difficoltà a mantenerle, penso alla chiusura di Guantanamo, una vergogna che ricadrà su di lui perché si era impegnato, credo in buona fede a chiuderlo e non c’è riuscito. Lui, al termine del suo mandato ha sparato non tanto due cartucce, quanto due missili: la pace con Cuba, e la pace con Iran».

Obama in Europa, per Cardini 'lo strappo della Merkel preoccupa anche gli Usa: ora hanno due necessità'
Sì ma con l’Europa a che gioco gioca Obama?

«Queste due cose hanno avuto ripercussioni internazionali; hanno probabilmente anche determinato l’allargamento dell’Atlantico, non tanto per colpa di Obama, quanto per colpa di due Paesi che oggi vorrebbero diventare i leader di un’Europa che non esiste e lo fanno male e per seguire i loro interessi: la Francia che ha un interesse prevalentemente politico e agisce in maniera maldestra e l’altra, in maniera molto più acuta la Germania con la Merkel che ha dietro di sé la finanza e la potenza imprenditoriale tedesca, la quale mostra spirito europeista ma tira l’acqua al suo mulino. A questo punto, Obama è tirato da varie necessità»

Ci sono tuttavia motivi geo-economici e geo-politici. Non sarà anche e soprattutto per il trattato euro-atlantico e trans-pacifico, uno pensato per isolare la Cina e l’altro in chiave anti-Russia?

«Il trattato euro-atlantico è la cosa più importante, ma non bisogna dimenticare che Obama ha dei guai perché sarà chiamato dal Partito Democratico in caso di sconfitta dei dem. In realtà, i repubblicani non sono dei neo-bushisti, perché Trump sta facendo la politica direi classica del partito che rispetto all’Europa è sempre stato isolazionista; semmai sono i Democratici a sentire anche il peso morale di fare i gendarmi del mondo. In questo momento però, non possono più farlo perché questo tipo di linea mette in difficoltà la politica atlantica che dopo un momento di eclisse è tornata in auge. E se si allarga il Mediterraneo entrano in gioco le tentazioni euro-asiatiche, con un possibile riavvicinamento alla Russia che sta ridiventando una grande potenza mondiale dietro la quale c’è una possibile alleanza macro-continentale euroasiatica che va dall’Europa alla Cina e a livello politico preoccupa molto Obama. Sul patto euro-atlantico del quale io auspico il fracasso perché sarebbe una nuova annessione dell’Europa alla politica degli Usa, pesano anche le attenzioni di molti finanzieri e imprenditori americani. E’ chiaro che Obama viene in Europa per cercare di salvarlo»

Cosa legge dietro l’incontro con la Merkel?

«Credo che lo strappo della Merkel nella politica europeista di egemonia germanica che ha provocato anche le reazioni di Draghi, preoccupi anche gli Usa, anche perché il legame Usa-Germania è molto forte: Obama vuole evitare una lacerazione importante i cui effetti ricadrebbero anche su di lui; per questo credo consiglierà la Merkel di ricucire lo strappo con il resto d’Europa e al tempo stesso consiglierà di fare questo in funzione di un non fallimento del trattato euro-atlantico che è un trattato economico germano-statunitense»

La Nato in campo anche per i migranti con Obama disponibile a discutere anche sull’uso di mezzi Nato. In termini pratici cosa significa?

«Credo significhi che quelli della Nato e in prima istanza il governo Usa che ne è il vero leader, si siano resi conto di non poter più restare in silenzio rispetto a questo grande dramma, impedendo che venga risolto con muri, filo spinato e respingimenti. Ma per far questo serve un impegno finanziario, un impegno sul piano tecnico e un impegno politico perché se i migranti se ne vanno dall’Africa il vero motivo è la gravissima situazione determinata dalla politica dissennata fatta negli ultimi decenni dalle lobby delle multinazionali e dai governi del Nord Africa che rispetto alle multinazionali hanno fatto una politica di asservimento»
autore / Lucia Bigozzi
Lucia Bigozzi
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