Prince non è l'unica rockstar con un'eredità di inediti: chi ci guadagna dopo la morte?

26 aprile 2016 ore 14:36, intelligo
di Luciana Palmacci

Dopo la misteriosa morte, sono emerse nuove e interessanti indiscrezioni su Prince. Nel seminterrato della residenza di Paisley Park sarebbe stata trovata una cassaforte piena zeppa di brani inediti che basterebbero a vendere album per almeno 100 anni.“Un buon cognato” lo ha definito il cognato Maurice Philipps o uno stacanovista; il cantante secondo indiscrezioni seguiva la regola aurea di Ray Bradbury, secondo la quale un autore deve scrivere ogni giorno, 365 giorni l’anno, anche se non è detto che tutto quello che scriva debba poi essere pubblicato. E proprio questo sarebbe accaduto al cantante che dotato di una creatività fuori dal comune portava avanti un rapporto per niente idilliaco con l’industria discografica; in particolare con la Warner, con la quale attraversò anni burrascosi, litigi, divorzi, riappacificazioni. 

Aneddoti, mai confermati, che alimentano ancor di più l’alone di mistero intorno alla sua morte, e la sua ansia di libertà dalle costrizioni contrattuali delle major, vista la rivelazione, sempre del cognato, che l’artista a pochi giorni dalla scomparsa avrebbe lavorato ininterrottamente per 154 ore di fila senza dormire.
Prince però non sarebbe l’unico artista ad aver lasciato un’eredità sospetta ai suoi fan. È un caso forse che anche il padre della giovane popstar Amy Winehouse ritrovò dopo la morte della figlia la registrazione inedita di un brano evidentemente sfuggito alla casa discografica al momento della raccolta di materiale per “Lioness: hidden treasures”? Lo scorso anno inoltre, a 4 anni dalla scomparsa della cantante, la Universal Music decise di distruggere i demo inediti di Amy giustificando la scelta come “etica”, “non avremmo mai pubblicato qualcosa allo stato così embrionale, e non volevamo che lo facesse qualcun altro” disse il presidente dell’etichetta David Joseph.
Prince non è l'unica rockstar con un'eredità di inediti: chi ci guadagna dopo la morte?
 Una seria lotta tra genio artistico e rigide regole del mercato che nonostante l’uscita post mortem di un album di inediti del re del pop Michael Jackson, non hanno risparmiato 20 demo ritrovati da Michael Durham Prince, ingegnere del suono di Jackson, nel suo computer: "Non ho il diritto di dare i titoli a queste canzone, nè a farle sentire - ha dichiarato in un’intervista a un quotidiano francese- ma posso assicurare che esistono e che prima o poi ci saranno altri album". Ma non c'è solo l'aspetto dei diritti che impediscono a Prince di pubblicare questi brani. "Le canzoni così come sono state registrate non posso essere pubblicate, c'è del lavoro da fare. Michael non cantava i ritornelli nei demo, quindi sarà necessario trovare qualcuno che possa cantarli”.

Insomma, i guadagni (legittimi, ci mancherebbe) arrivano anche post mortem. A beneficiarne, oltre agli eredi, anche le case discografiche. E così "the show must go on" risuona, o meglio riecheggia, anche dopo l'addio terreno...

autore / intelligo
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