Vaccinazioni, Prof. Aiuti: "Non minimizzare nulla, né problema profughi né vaccini su medici a rischio"

26 aprile 2016 ore 17:33, intelligo
di Luciana Palmacci

Chi meglio dell'immunologo Prof. Fernando Aiuti, anche allergologo, immunologo, reumatologo ed infettivologo, può aiutare IntelligoNews a sondare il mondo delle vaccinazioni, proprio quando gli viene dedicata una Settimana mondiale e mentre la Toscana sembra soccombere alle infezioni da meningococco. 

La settimana del vaccino è un’iniziativa che punta alla sensibilizzazione delle mamme o a ridurre la psicosi di molti proprio sull’uso dei vaccini?
"In entrambi i casi; la psicosi delle mamme ma anche di molta gente che ha paura ancora dei vaccini, non solo per i bambini ma anche negli adulti e negli anziani rispetto ai quali i vaccini sono altrettanto importanti. L’implementazione dell’uso dei vaccini riduce le malattie e quindi la mortalità collegata alle malattie e le complicanze a volte legate alle malattie infettive come la polmonite, l’influenza, il morbillo, la rosolia, la varicella che sono molto gravi e causano la morte in un caso su mille persone che colpiscono". 

Qual è lo scopo che si prefigge l’iniziativa?
"Implementare le vaccinazioni e sfatare molti miti legati alle vaccinazioni.
Vaccinazioni, Prof. Aiuti: 'Non minimizzare nulla, né problema profughi né vaccini su medici a rischio'
In Toscana è stato riscontrato un alto tasso di meningiti, questo fattore si può mettere in correlazione con la psicosi dei vaccini. 
No. In Toscana è aumentato il numero dei portatori sani di meningococco e quando in una popolazione anche ristretta come quella delle alcune province toscane, aumenta il numero di portatori sani di malattia infettiva, aumentano anche i casi di meningite, rispetto alla media nazionale. E’ chiaro che in quella zona è auspicabile che si faccia un aumento delle vaccinazioni nei bambini ma deve essere fatto anche negli adulti e negli adolescenti a rischio meningite, non solo contro il meningococco del ceppo C, ma anche contro il meningococco B che recentemente è stato introdotto come nuovo vaccino". 

Quali sono i fattori che portano all’aumento della malattia?
"L’aumento è dovuto all’aumento dei portatori sani". 

E perché aumentano i portatori sani?
"Probabilmente in quella zona sembra sia arrivato un gruppo di persone, magari turisti, che erano portatori del meningococco e lo trasmettono ad altri senza dare la meningite ma creando un aumento dei portatori". 

Questo dato potrebbe essere collegato all’arrivo degli immigrati  in quelle zone? 
"Questo non lo sappiamo. I profughi possono portare altre malattie, ma i portatori sani ci sono sempre anche nella popolazione. Io non sono uno che minimizza il problema dei profughi, perché sto dicendo da tempo che devono essere fatti i controlli sanitari su tutti gli immigrati che arrivano e in particolare i controlli sui bambini che non sono vaccinati, nel loro interesse e in quello della popolazione, però in questo caso è difficile dirlo". 

Quale segnale arriva dal ministero della Salute? 
"Sul problema delle vaccinazioni il segnale arriva perché ci sono campagne di informazione che cercano di aumentare le vaccinazioni sia obbligatorie che facoltative e da alcune Regioni arrivano, perché per esempio la Regione Lazio da un anno dà gratuitamente agli anziani i vaccini contro il pneumococco: sarebbe da estendere a tutte le Regioni. Su altri fronti, il ministero non dà segnali di informazione corretta e di implementazione delle vaccinazioni; da alcuni anni esiste una vaccinazione contro la varicella Zoster che previene gli effetti collaterali del ‘fuoco di Sant’Antonio’, ma non vedo che ci sia un interesse particolare da parte del ministero di implementare la vaccinazione che non solo riduce gli effetti collaterali devastanti negli anziani sopra i 75 anni; quindi si fa troppo poco per implementare i vaccini facoltativi; troppo poco perché si rischia poi di ricreare una situazione favorevole a recidive di epidemie di morbillo, varicella, rosolìa che adesso sono scongiurate. Non è solo un problema italiano ma accade anche in Inghilterra, America. I vaccini sono sicuri al 99,9 per cento, ovviamente c’è il problema sottostimato delle rivaccinazioni perché non è che un vaccino dura tutta la vita, ci sono vaccini che devono essere rifatti e uno di questi è contro il meningococco". 

Sull’ipotesi di una connessione con l’autismo cosa può dire? 
"Per anni ci sono stati dei vaccini collegati con malattie quali l’autismo con effetti collaterali gravi e oggi sono state smentite queste cose, anche se ogni tanto ritornano fuori le paure immotivate delle mamme sull’uso dei vaccini che la ricerca scientifica ha chiaramente annullato. Purtroppo molte mamme trovano mille scuse per non fare i vaccini ai figli; ad esempio si dice che quello per l’influenza in gravidanza non va fatto e invece deve essere fatto, oppure si dice che chi ha malattie croniche non deve farlo e invece deve farlo per evitare le complicanze infettive. Ultimo paradosso; ci sono medici che stanno nei reparti a rischio e non si fanno il vaccino, né a loro stessi né ai loro familiari. Le pare normale tutto questo?".

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