Migranti a Tradate, Tonelli (Sap): "Basterebbe un cellulare per bloccare i centri di accoglienza in Italia"

26 aprile 2016 ore 16:16, Andrea De Angelis
Un centinaio di profughi ospiti del centro della Croce Rossa a Tradate, in provincia di Varese, ha occupato il centro di accoglienza che li ospita impedendo al personale della Cri di entrare.
La protesta dei migranti è scattata in mattinata, per contestare il mancato riconoscimento dello status di rifugiati. Alcuni degli ospiti si sono poi riversati in strada creando problemi alla circolazione, fino a quando attraverso la mediazione dei carabinieri  hanno ottenuto un incontro con il Prefetto di Varese. IntelligoNews ne ha parlato con Gianni Tonelli, segretario del Sap...

Una protesta contro la burocrazia italiana o c'è altro? Si può giustificare e c'è o meno un rischio di emulazione?
"Questa protesta per me non è in alcun modo giustificata. Mi sembra che in Italia tutto si possa sostenere, tranne che non abbiamo un animo positivo, disponibile, oserei dire che rasenta la stupidaggine tanto che non lasciamo per strada un solo straniero, ma lasciamo a dormire nelle automobili i nostri cittadini". 

C'è un rischio emulazione o no?
"Sì, e non solo. L'Italia è quel Paese dove i poliziotti devono avere le telecamere per tutelarsi e non finire alla sbarra. Dunque anche gli stranieri stanno percependo che in Italia si può fare questo e altro. Io dubito che in qualsiasi altro Paese, anche europeo, gli sarebbe venuto in mente di avere le stesse logiche comportamentali". 

Migranti a Tradate, Tonelli (Sap): 'Basterebbe un cellulare per bloccare i centri di accoglienza in Italia'
Parliamo di persone che hanno attraversato mari e deserti, certo non temono di occupare un centro di accoglienza. 
"No, non li spaventa occupare un certo di accoglienza. Questo certamente è indiscutibile. Però il problema è la logica che qui loro sanno di poter pretendere, più lo sono e più abbiamo una società disposta a cedere. Sanno che possono alzare la voce. Non credo che ad esempio in Macedonia, in Serbia, in Slovenia si sarebbero permessi un certo atteggiamento. Questo non ha nulla a che vedere con le politiche dell'accoglienza, la stupidità non si concilia con la carità".

Potrebbe diventare un problema se simili iniziative venissero coordinate in uno stesso momento, anche per quanto riguarda voi Forze dell'ordine?
"Certo, sarebbe un problema grosso. Non è che servano chissà quali coordinamenti, basta avere un telefono cellulare. I problemi ci sarebbero, eccome se ci sarebbero...".


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