So' Matteo Renzi e me la rido

26 febbraio 2013 ore 16:24, intelligo
So' Matteo Renzi e me la rido
Alla luce di quanto accaduto col voto, se c’è uno che oggi, date le difficoltà di Bersani, se la ride dietro le quinte è Matteo Renzi. Il sindaco di Firenze, aveva già incassato il suo personale successo con le primarie del Pd (del resto, un suo vecchio pallino-portafortuna: con tale strumento aveva ottenuto, a furor di popolo e non di nomenklatura, proprio la candidatura a sindaco della città).
Un capitale “primario” che avrebbe dovuto monetizzare, secondo precisi accordi, in un secondo tempo. L’accordo di cui stiamo parlando, l’ha siglato con Pier Luigi, prima del 24 febbraio: al segretario la composizione della squadra di governo, considerando ovviamente scontata la vittoria della nuova-vecchia gioiosa macchina da guerra; a lui la gestione organizzativa e politica, cioè la segreteria del partito. Un accordo che ha portato male a Bersani: come accadde ad Occhetto nel 1994, la gioiosa macchina da guerra si è sfasciata anche nel 2013. Stesso errore, stessa arroganza. Adesso Bersani, per mandato elettorale, dovrà formalmente muoversi per primo, tentare di varare qualche governo (o aprire a Grillo o a un governissimo). Ma nella sostanza ha perso. Non ha garantito la sicurezza dei numeri e dei voti. Non ha inciso come programma per un’Italia “giusta”. Il Pd è sceso paurosamente nei consensi, ed è stato vampirizzato dal Movimento 5 Stelle. E questa accelerazione ha avuto un solo pratico effetto: le sue dimissioni da segretario. Quindi per Renzi si apre da subito un’autostrada. Bersani si brucerà nel percorso accidentato di un governo complesso, Renzi partirà lancia in resta per la ricostruzione e la ripartenza. Il suo nuovo inizio.
autore / intelligo
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