Eurostat fa uno scatto all'Europa: nessuno compete più da solo

26 febbraio 2015, intelligo
Eurostat fa uno scatto all'Europa: nessuno compete più da solo
di Gianfranco Librandi Eurostat ci offre la fotografia aggiornata della situazione europea. Parliamo di tasso d’inflazione annuale, e la situazione più pericolosa, cioè la deflazione, non accenna a migliorare neanche un po’, nonostante che nelle varie tribune si continui a sbandierare dati confortanti e carichi di fiducia (purtroppo solo presunta). Per il mese di gennaio il tasso d’inflazione annuale della zona euro è stato del -0,6% (solo nel dicembre 2014 era a -0,2%). Era da luglio 2009 che Eurostat non registrava un dato così negativo, solo nel gennaio del 2014 il dato era +0,8%. Dei Paesi UE il record negativo è ovviamente della Grecia che è in caduta libera da diversi mesi (-2,8%) nonostante le notizie confortanti degli ultimi mesi che erano solamente lanciate a sostegno del governo uscente con lo scopo di scongiurare l’inutile ascesa di Tsipras. Italia e Germania occupano lo stesso spazio sul podio di questa deprimente classifica, tutte e due sono a -0,5%. Riguardi gli altri Paesi dell’UE, 23 marcano tassi d'inflazione sotto lo zero, mentre Regno Unito e Svezia sono rispettivamente a +0,3% e +0,4%. A salire troviamo Austria e Romania a +0,5% fino al gradino più alto, dove troviamo Malta con +0,8%. Tornando in basso a far compagnia alla Grecia troviamo la Bulgaria con un -2,3% e la Spagna con -1,5%. Il maggiore impatto riguardo all’aumento dei prezzi al consumo nell’area euro viene dal settore della ristorazione e degli affitti che hanno fatto segnare un rialzo di 0,14%, a seguire c’è il tabacco con +0,07%. Riguardo ai “crolli” troviamo invece i prezzi dei carburanti da trasporto (-0,77%) e da riscaldamento (-0,24%). Meno marcata la flessione dei costi delle telecomunicazioni (-0,05%). Questo sarebbe il risultato delle politiche di austerità invocate dalla Germania, sembra quasi che ci sia una sorta di competizione fra questo Paese e il resto dell’Europa, cieco al punto tale che nella condizione di voler buttare l’acqua sporca sta “suicidando” anche il bambino! Sarebbe opportuno ignorare per un paio di sedute dell’eurogruppo le questioni squisitamente finanziarie e concentrare l’attenzione sulla ricerca di una “politica” diretta verso il principio unitario dell’area Europea se non si vogliono vanificare gli sforzi sostenuti fino ad ora. Nessuno è più in grado di competere da solo, neanche la Germania, che almeno si distribuiscano le risorse per crescere e fortificarsi verso una globalizzazione (insensata) che sta approfittando dei punti di debolezza che minano le leve operative Europee.
autore / intelligo
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