Vescovo Siria: "L'Occidente ci ha abbandonato, servono i martiri"

26 febbraio 2015 ore 10:51, Americo Mascarucci
Le parole pronunciate dall’arcivescovo siro cattolico di Hassaké-Nisibi, Jacques Behnan Hindo
Vescovo Siria: 'L'Occidente ci ha abbandonato, servono i martiri'
sono emblematiche ma sconcertanti al tempo stesso. Sono le parole di un vescovo che vive in Siria e ogni giorno è costretto ad assistere alla mattanza di cristiani ad opera dei miliziani dell’Isis cui si aggiunge l’indifferenza e l’ostilità di chi dovrebbe essere in prima linea per aiutare i rifugiati. “I terroristi - racconta l'arcivescovo - hanno attaccato per primo il villaggio di Tel Tamar, poi hanno preso Tel Shamiran e tutti gli altri villaggi più piccoli, fino a Tel Hermuz, dove hanno dato fuoco a tutto. Sia a Tel Hormuz che a Tel Shamiran hanno preso decine di ostaggi, con l'intenzione forse di usarli per richiedere riscatti o per uno scambio di prigionieri”. Secondo l'arcivescovo Hindo, l'offensiva dei jihadisti ha messo in luce responsabilità e comportamenti deplorevoli da parte di diversi altri soggetti: “Voglio dire chiaramente - riferisce - che abbiamo la sensazione di essere stati abbandonati nelle mani di quelli del Daesh (acronimo arabo con cui si indicano i miliziani dell'Isis). Ieri i bombardieri americani hanno sorvolato più volte l'area, ma non sono intervenuti. Abbiamo 100 famiglie assire che hanno trovato rifugio ad Hassakè, ma non hanno ricevuto nessun aiuto dalla Mezzaluna Rossa e dagli organismi governativi siriani di assistenza, forse perchè sono cristiani. Anche l'organismo per i rifugiati dell'Onu è latitante”. Queste accuse pesanti come macigni riportate dal quotidiano Avvenire in realtà assomigliano tanto alla scoperta dell’acqua calda. Eh sì, perché la sensazione che si è avuta sin dall’inizio è che della sorte dei cristiani massacrati in Siria e in Iraq non importi poi molto a nessuno e tutto al più se ne parla per giustificare azioni militari legate a ben altri interessi. L’Isis in realtà spaventa non tanto per la sua crudeltà, ma soltanto perché la presa del potere da parte delle truppe del Califfato, sta mettendo a rischio gli affari occidentali in Medio Oriente. Ecco dunque il motivo per cui è necessario intervenire militarmente, mettere in campo una coalizione internazionale e tentare di fermare l’azione dei macellai. I cristiani massacrati, crocefissi, bruciati vivi, servono all’Occidente né più, né meno, come sono serviti i libici che secondo la propaganda statunitense, francese e britannica, erano vittime di un’inaccettabile violazione dei diritti umani da parte del regime di Gheddafi. Utili insomma per scatenare un intervento armato, rovesciare il dittatore e consegnare il Paese ai suoi oppositori, quelli che hanno fatto precipitare la Libia nell’anarchia, nel terrore, nel caos. Anche ai cristiani tocca la stessa sorte, essere “usati e gettati” per coprire le vere finalità della lotta all’Isis. Intendiamoci, come ha detto Angela Merkel, di fronte al genocidio quotidiano perpetrato dalle milizie del Califfato ogni azione diventa legittima per fermare la carneficina in corso, quindi ben vengano interventi militari via aerea o di terra utili a sconfiggere i terroristi; però, non si può nascondere la testa sotto la sabbia e far finta di non vedere come i cristiani siano vittime due volte; della crudeltà dell’Isis in primo luogo e dell’indifferenza dell’Occidente in seconda. E’ sconvolgente, ma non sorprendente, sapere che ai cristiani in fuga dai villaggi conquistati dalle milizie del Califfo, è negata l’assistenza da parte degli organismi governativi siriani o che verso di loro c’è scarsa solidarietà da parte dei competenti organismi dell’Onu. Perché, piaccia o no, le persecuzioni contro i cristiani non fanno notizia, né in Iraq, né in Siria, né in Nigeria, assomigliano a normali operazioni di routine. E che dire poi dell’accusa rivolta ai bombardieri americani di non aver aperto il fuoco nell’area occupata dall’Isis? La stessa accusa che fu rivolta agli anglo americani durante la seconda guerra mondiale, quando gli aerei alleati sorvolavano i campi di concentramento nazisti senza però bombardare le linee ferroviarie che conducevano all’interno di essi i vagoni carichi di ebrei. Si disse all’epoca che era necessario non trasformare la guerra alla Germania in una guerra in favore degli ebrei, urtando la suscettibilità dell’opinione pubblica europea ed americana in larga parte antisemita. Non sarà che stavolta si preferisce lasciar massacrare i cristiani per non urtare la suscettibilità degli alleati musulmani della coalizione internazionale?  
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