Conflitto di interessi a tutta stretta: anche il premier rischia se ha un'impresa

26 febbraio 2016 ore 13:21, Americo Mascarucci
La Camera dei deputati ha approvato con 218 voti a favore la proposta di legge sul conflitto di interessi. Il provvedimento passa  ora all'esame del Senato.
Il testo, che va ad abrogare la legge Frattini del 2004, riguarda "i titolari di cariche di governo nazionali: il presidente del Consiglio dei ministri, i vicepresidenti del Consiglio dei ministri, i ministri, i vice ministri, i sottosegretari di Stato e i commissari straordinari del governo, i titolari di cariche di governo regionali: i presidenti delle Regioni e delle Province autonome ed i componenti della giunte regionali e delle Province autonome; i membri del Parlamento; i consiglieri regionali".
Al centro della nuova legge c'è il cosiddetto meccanismo del blind trust. 
Si tratta di un affidamento fiduciario nel quale il titolare lascia in gestione il proprio patrimonio a un consiglio direttivo che lo amministra in totale libertà, scegliendo di volta in volta le forme di investimento ritenute più opportune. Il termine blind indica il divieto per chi amministra di comunicare le proprie scelte al titolare, che in tal modo può portare avanti la sua attività politica senza condizionamenti di sorta. 
Secondo la legge approvata dalla Camera, il blind trust scatta se il titolare di una carica di governo possiede partecipazioni rilevanti in settori chiave oppure nel caso in cui gli interessi patrimoniali e finanziari condizionino l'attività di governo. 
Il compito di valutare le diverse situazioni è affidato all'Autorità per la concorrenza (Antitrust), che potrà imporre a chi governa di vendere i propri beni e le attività principali. Se il soggetto rifiuta di adempiere, scattano le dimissioni automatiche. 
L'Autorità verifica e ha poteri di indagine, anche usando le banche dati. I provvedimenti sono pubblicati online. Cambiano i criteri di nomina dell'Autorità: i componenti salgono da tre a cinque e saranno eletti dal Parlamento rispettando la parità di genere. 
Chi va al governo secondo la nuova legge non può avere altre cariche pubbliche, svolgere un impiego, esercitare attività professionale, attività imprenditoriali, avere cariche, uffici o compiti di gestione in imprese o società pubbliche e private, in fondazioni. Accertata l'incompatibilità da parte dell'Autorità, chi governa deve scegliere. Se non sceglie, decade.
Conflitto di interessi a tutta stretta: anche il premier rischia se ha un'impresa
Un atto emanato violando le nuove regole in materia di astensione non decade automaticamente ma sarà il Consiglio dei ministri a decidere entro 30 giorni. Altrimenti l'atto decade. Previste comunque multe salate, dal doppio al quadruplo del vantaggio economico incassato.
Rispetto a oggi il conflitto di interessi riguarda anche i proprietari reali (e non solo gli amministratori) delle imprese per le quali è prevista l'ineleggibilità. Inoltre non si potranno cedere le attività' che possono generare conflitto al coniuge o a i parenti o al convivente.
I consiglieri regionali infine saranno ineleggibili se hanno la titolarità o il controllo indiretto di un'impresa economicamente rilevante in regime di autorizzazione o concessione rilasciata dallo Stato o dalla Regione.
 

caricamento in corso...
caricamento in corso...
[Template ADV/Publy/article_bottom_right not found]