L'Europa chiede le unioni civili ma l'Ocse: "Priorità il lavoro". Finalmente i diritti sociali?

26 febbraio 2016 ore 11:55, Andrea De Angelis
Verticalizzazione dello scontro. Sì, possiamo chiamarla così. Perché se il dibattito sulle unioni civili e più in generale i diritti civili tendono a rendere orizzontale ogni tipo di frizione (di fatto la piazza del Family Day e quella dell'associazionismo Lgbt potevano vedere entrambe in piazza disoccupati, cittadini alle prese con problemi abitativi e via dicendo), quello relativo ai diritti sociali porta il popolo a criticare il potere. Quello che "sta sopra". 

Se l'Unione Europea a più riprese ha chiesto all'Italia uno sforzo per quanto riguarda le unioni civili, ecco che ora dall'Ocse arriva un monito chiaro all'Italia per quanto attiene a lavoro e fisco. Due temi che, come dicevamo, verticalizzano lo scontro. Un "lavoro day" sarebbe davvero una bella piazza, ma di certo più scomoda per il Governo. Fatto sta che l'Ocse non ha usato il fioretto nei confronti dello Stivale. Già Enrico Letta, prima di essere spodestato da Palazzo Chigi, parlava chiaro in tal senso nel giugno del 2013: "La priorità è abbassare la  disoccupazione e far costare meno il lavoro nel nostro Paese". Così a Trento, dove si svolgeva il Festival dell'Economia, sottolineatndo come "la priorità assoluta è abbassare le tasse sul lavoro per far lavorare di più i giovani". Un Letta che poi ha ripetuto più volte il concetto, ad esempio quando disse che "la disoccupazione è l'incubo del nostro tempo". Non che il suo successore non abbia affrontato il tema, ci mancherebbe. Però di recente le priorità sono sembrate altre, dalle riforme costituzionali fino appunto alle unioni civili (che poi, a ben vedere, hanno scontentato un po' tutti...). 
Cosa dice dunque oggi l'Ocse? "Mobilitare un ampio spettro di politiche per migliorare le opportunità di lavoro per i disoccupati e facilitare il loro ritorno al lavoro resta una priorità per le riforme" in Italia, dato che "la disoccupazione rimane molto alta, soprattutto per i giovani e per chi è senza lavoro da lungo tempo". Lo scrive nel suo rapporto 'Going for Growth', presentato al G20 finanziario di Shanghai.

L'Europa chiede le unioni civili ma l'Ocse: 'Priorità il lavoro'. Finalmente i diritti sociali?
Sul fronte lavoro, come riporta l'Ansa, l'Ocse sollecita l'Italia a "portare avanti il riequilibrio della protezione dal posto di lavoro al reddito del lavoratore, riducendo il dualismo del mercato con assunzioni e licenziamenti più flessibili e procedure legali più prevedibili e meno costose", e ad "accentuare le politiche attive del lavoro, in particolare concentrando le risorse sui disoccupati di lungo periodo". L'organizzazione sottolinea poi come su questi fronti si siano già fatti alcuni passi avanti, con la creazione dell'Agenzia nazionale per le politiche attive del lavoro, un "nuovo contratto con procedure di interruzione meno costose e un sistema di tutele crescenti" affiancato da "sussidi di disoccupazione universali condizionati alla partecipazione a programmi", e "rilevanti decreti mirati a migliorare l'efficienza dei tribunali civili nei casi di bancarotta".
L'Italia deve però "migliorare l'efficienza della struttura fiscale, riducendo le distorsioni e gli incentivi ad evadere, riducendo gli elevati tassi nominali di imposizioni e abolendo diverse spese fiscali".
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