Fedeltà, l'analisi di Crepet: "Parola usata dai mafiosi, nell'era di internet non ha senso"

26 febbraio 2016 ore 15:17, Andrea De Angelis
Il concetto di fedeltà è al centro del dibattito politico: tolto dalle unioni civili, c'è chi propone di levarlo anche dal codice civile (articolo 143). Ma chi ha ragione? Quanto è importante questa diatriba? IntelligoNews ne ha parlato con lo psichiatra Paolo Crepet...

Cosa si rischia togliendo la fedeltà dal codice civile?
"Il principio nel codice civile c'è, ma non ce n'è mai fregato niente (ride, ndr). Se c'è un riferimento al codice civile a cui la stragrande maggioranza dei cittadini contemporanei non guarda neanche per un secondo è proprio la fedeltà. Chi ne parla? Chi per caso ha fatto tre famiglie? Ma mi facciano il piacere. La fedeltà non è una cosa teorica, ma molto franca. Se vogliamo fare le anime belle che declinano in senso filosofico questo principio ci sto. Sono molto d'accordo con quanto ha detto in questo senso Cacciari, ma c'è un codicillo da aggiungere: purtroppo vedo che la realtà non è così. Un po' come parlare di onestà, la stessa cosa. Tutti dicono che ci vorrebbe, poi però non ti danno la ricevuta". 

Il problema è dunque l'Italia?
"Siamo un Paese di ipocriti e voltagabbana. In più la politica invece che fare ciò che deve, cioè costruire le strade, abbassare le tasse, farci vivere meglio, si occupa di questioni morali. La politica! Come il bue che dice cornuto all'asino. Ma stiamo scherzando? Se c'è una parte immorale è quella della politica. Io sono un signore di una certa età che si rifiuta di prendere in considerazione l'agenda politica su questi argomenti". 

Venendo alla sua professione, quali e quanti sono i crimini che ruotano attorno al concetto di fedeltà?
"La parola è utilizzata soprattutto dai mafiosi. Loro sperano nella fedeltà del picciotto che deve essere fedele nella vita. Non a caso si fanno i sacri riti". 

Parlando invece di matrimonio? La senatrice Cirinnà ha detto che eliminato il delitto d'onore anche il concetto di fedeltà può venir meno. In questo senso era maschilista? Ha ragione la senatrice? 
"La fedeltà all'epoca di internet non esiste più. Questo è il punto. Basterebbe vedere cosa succede negli uffici, cosa accade dopo le nove di sera o leggere un qualsiasi smartphone. Parlare di fedeltà è un'ipocrisia totale, poi certo, ovvio che io sono per i buoni sentimenti. Ma i buoni sentimenti si misurano sulla possibilità di applicarli". 

Quindi se dovessero togliere la fedeltà dal codice civile per lei poco cambia? La politica dovrebbe preoccuparsi di altro?
"Se la tolgono dal codice civile mi sembrerebbe il minimo, come è stato con il delitto d'onore. In un popolo di separati, compresi quelli che fanno il Family Day, che senso ha? Non siamo un popolo di timorati di Dio, non ci mettiamo la tonaca..."
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