Ocse conferma i rischi di crescita globale e inoltra il "Going for Growth 2016" al G20

26 febbraio 2016 ore 15:32, Luca Lippi
L'organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo (Ocse) ha pubblicato con tempismo perfetto nel giorno di inizio dei lavori del G20 il rapporto "Going for Growth 2016", in cui sono contenute una serie di raccomandazioni per sostenere la crescita, rilanciare la produttività e creare nuovi posti di lavoro. "Le riforme strutturali, insieme a delle misure di supporto, sono auspicabili per migliorare in modo sostenibile la produttività e la creazione di posti di lavoro", ha detto l'istituzione parigina. "E' auspicabile avviare riforme prioritarie, oltre il loro effetto stimolante per l'occupazione e la produttività, sono più adatte a sostenere l'attività a breve termine", ha insistito l'Ocse, che ha lanciato la scorsa settimana l'allarme di fronte al calo della crescita globale.

Ocse conferma i rischi di crescita globale e inoltra il 'Going for Growth 2016' al G20
Nel rapporto, scendendo nel particolare e individuando la sezione che riguarda l’Italia, leggiamo che il Belpaese ha sicuramente fatto progressi in termini di ripresa della produzione e riguardo un lieve miglioramento del mercato del lavoro, ntuttavia rimangono ancora molte criticità soprattutto per quanto riguarda l’elevata disoccupazione giovanile e l’efficienza del sistema fiscale.
Al di fuori dell’Europa i paesi nei quali si sono concretizzate un certo numero di raccomandazioni per la crescita sono stati invece il Giappone, tra le economie avanzate e Cina, India e Messico, nel caso delle economie emergenti. Riguardo l’economia mondiale nel rapporto si legge: “c’è urgente bisogno di una risposta politica forte e coerente per promuovere una crescita robusta e inclusiva, tale obiettivo può essere raggiunto implementando piani ampi di riforme nelle politiche monetarie, fiscali e strutturali, le sole in grado di rilanciare la produttività, la domanda e creare posti di lavoro”.
Il messaggio diretto al G20 da parte dell’Ocse è il seguente: “Il rallentamento preoccupante dell'economia mondiale chiama ad una risposta politica urgente e globale, in grado di attingere a tutte le leve, politiche monetarie, fiscali e strutturali a disposizione dei governi. Data l'ampiezza e la continua evoluzione della natura delle sfide di crescita e l'inclusione di fronte alle economie avanzate ed emergenti, il rallentamento del ritmo delle riforme strutturali è un problema serio. Una maggiore ambizione nelle riforme strutturali può contribuire a realizzare migliori condizioni per gli investimenti e l'innovazione portando a una maggiore produttività, posti di lavoro di qualità e un approccio più inclusivo al perseguimento della crescita che avvantaggia tutti i segmenti della società”. Secondo Gurria (segretario generale dell’Ocse) “i tassi di interesse eccezionalmente bassi di oggi migliorano lo spazio fiscale dei governi, offrendo un'occasione unica per fare investimenti in infrastrutture che amplificherà la domanda, la crescita e migliorerà le finanze pubbliche. Scegliere i progetti giusti, combinati con riforme strutturali, genererà moltiplicatori più elevati dell'attività economica. Questo sarà in grado di rilanciare la crescita, riducendo al contempo il rapporto debito/Pil, l'apertura di uno spazio aggiuntivo per le politiche volte a creare una società più inclusiva”.

autore / Luca Lippi
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