Bologna, clima di intolleranza: da Panebianco al monumento della Shoah oltraggiato

26 febbraio 2016 ore 15:58, Lucia Bigozzi
Tira una brutta aria a Bologna. Prima il grave tentativo di zittire Angelo Panebianco durante la sua lezione all’università (due gli episodi di contestazione da parte di studenti dei Collettivi), poi le scritte che hanno imbrattato il memoriale per ricordare la Shoa inaugurato giusto un mese fa nel quartiere Navile. La segnalazione-denuncia arriva dal capogruppo Pd in consiglio comunale, Claudio Mazzanti, che riferisce quanto accaduto, spiegando che su una delle pareti di cui si compone il monumento, qualcuno ha disegnato tre dadi da gioco. Poi è stata impressa la scritta: “Tu fai il mutuo, brucia la banca”, con un simbolo inequivocabile: la “A” cerchiata che viene ricondotta agli anarchici. Mazzanti che abita vicino al monumento, si è accorto dell’accaduto stamani uscendo dalla propria abitazione e spiega ai cronisti: “Hanno agito stanotte”, collocando il raid tra quella che definisce una “provocazione politica” ma anche un atto di “stupidità e cretineria”. 

Bologna, clima di intolleranza: da Panebianco al monumento della Shoah oltraggiato
Non è la prima volta che accadono fatti del genere: qualche giorno fa è stata data alle fiamme la corona in memoria dei profughi istriani collocata nel quartiere di San Donato. “Delinquenti politici” dice Mazzanti in riferimento agli autori. Sulla vicenda è intervenuto l’assessore regionale Massimo Mezzetti convinto che questi due blitz “sono gesti violenti che non possono essere sottovalutati o derubricati come singoli episodi di vandalismo”. Per l’assessore regionale, a Bologna c’è “un gruppo di persone, ignoranti e stupide, che sta portando avanti un vile attacco nei confronti delle vittime della nostra storia recente e delle Istituzioni, anche quelle culturali come il teatro Comunale”. Che il clima non fosse dei migliori si era capito anche da altre scritte comparse in via Zamboni dai contenuti minatori per il questore di Bologna, Ignazio Coccia. A essere imbrattate sono state anche le pareti del Teatro comunale. La minaccia al questore è inquietante: “Coccia appeso”. E sulle pareti del teatro qualcuno ha scritto “Parco giochi per ricchi”. In entrambi i casi, le frasi avevano accanto la solita “A” cerchiata, che è come detto, la firma degli anarchici. Ora saranno le indagini a dire se quella firma è vera e a risalire ai responsabili. 
autore / Lucia Bigozzi
Lucia Bigozzi
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