No all’Italia Bianco (Renzi), Rosso e Verdini: parta il referendum

26 febbraio 2016 ore 16:33, Fabio Torriero
Il sondaggio di IntelligoNews è stato chiarissimo: l’81% ha bocciato la riforma costituzionale. Segno di un’opposizione dal basso che si sta formando e che sta riguardando anche i valori, non solo la politica o l’impalcatura costituzionale. Un no alla Repubblica di Renzi a 360 gradi. 
Il referendum sarà quindi l’unico futuro strumento da utilizzare prima delle elezioni politiche visto che il premier (errore gravissimo) ne ha fatto una battaglia personale, un termometro, un esame circa la sua gestione e permanenza a Palazzo Chigi. Vediamo le ragioni del no.

1) Il governo Renzi è il terzo esecutivo (dopo Monti e Letta) non scelto dal popolo, ma dal Quirinale (siamo ancora in una Repubblica parlamentare?). Tutti i numeri (il consenso) che l’ex sindaco di Firenze si auto-attribuisce, quindi, sono virtuali e comunque, non collegati a nessun programma di governo;
2) Ergo, le riforme approvate non sono legittime, non poggiano sul via libera popolare a monte. Chiedere il sì dei cittadini “a valle”, è demagogico e vessatorio (modello Equitalia): si crea la campagna “cambiamento contro gufi”, “rinnovamento contro passato”;
3) Nel merito delle riforme, a conti fatti, la Repubblica renziana è meno democratica della legge Acerbo durante il fascismo: partito unico (il Partito della Nazione, partito-boa, partito-arcipelago), maggioranza unica, Camera unica (abolizione del Senato compiuta in modo grottesco), Rai di governo e tutte le Autority e cariche che contano lottizzate, assicurate a priori. Non c’è male come democrazia e pluralismo e salvaguardia degli equilibri istituzionali...;
No all’Italia Bianco (Renzi), Rosso e Verdini: parta il referendum
4) L’Italicum è un sistema elettorale disomogeneo e confuso: è stato ritagliato per premiare unicamente il Pd (ovviamente la lista, non la coalizione); una ricetta che distrugge il bipolarismo, la vera alternanza democratica;
5) Renzi ha portato il berlusconismo a sinistra e il Pd a destra, si procede verso il Partito unico (Pdn, stessa sigla del patto del Nazareno); la maggioranza di governo ha acquisito Verdini (l’uomo di Berlusconi) e sta espellendo per incompatibilità culturale Alfano. Per chiarezza, non sarebbe meglio tornare al voto e poi vinca il migliore?;
6) Sul piano valoriale, infine, Renzi sta costruendo la “società radicale di massa”. Basta mettere insieme leggi approvate e da approvare: depenalizzazioni totali, divorzio breve, legalizzazione droghe leggere, doppio cognome, ius soli, unioni civili. E a breve, ci aspettano l’eutanasia e di nuovo le adozioni gay e il matrimonio egualitario. Il Ddl Cirinnà, appena licenziato dal Senato è stato il classico inciucio in salsa italica, e ha scontentato tutti: il popolo del Family Day, i laicisti, il popolo Lbgt. La cosa che abbiamo capito è che da adesso in poi i gay avranno per legge il diritto all’infedeltà, ma con una maggiore riflessione prima di separarsi, rispetto agli eterosessuali: tre mesi. 
7) Dulcis in fundo, qualcuno ha cominciato a dire con insistenza che questa guerra antropologica guelfi contro ghibellini, è stata la più grande opera di depistaggio, distrazione di massa: evitare di vedere i conti in rosso (modello Expo).

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