La corsa dell'Audi gialla è finita: trovata bruciata nel trevigiano

26 gennaio 2016 ore 8:32, Micaela Del Monte
È stata bruciata nella notte tra Onè di Fonte e Asolo, nel Trevigiano, l'Audi gialla cercata da più di una settimana in tutto il Nordest. Alcuni residenti l'hanno vista in fiamme su una stradina bianca in aperta campagna, vicino all'argine del torrente Muson. Sono stati i carabinieri a chiamare i vigili del fuoco poco dopo la mezzanotte. Degli occupanti dell'Audi, però, non c'era nessuna traccia. Si sospetta che i malviventi, sentendosi braccati, abbiano incendiato la vettura per disfarsene. Sono intervenuti i vigili del fuoco di Castelfranco e i volontari di Asolo; l'auto è andata completamente distrutta.

La corsa dell'Audi gialla è finita: trovata bruciata nel trevigiano
Intanto proprio ieri sera c'era stato l'ultimo avvistamento, l'Audi gialla aveva fatto nuovamente la sua ricomparsa dopo due giorni di "silenzio". È sfrecciata ad alta velocità per via Schiavonia, la strada che collega la strada Terraglio di Treviso con Casale sul Sile (Treviso), passando quando il semaforo era ancora rosso ed è poi scomparsa, ancora una volta, nel nulla. L’ultima confermata segnalazione della vettura ricercata risaliva a sabato mattina a Volpago del Montello (Treviso). Questa volta l’avvistamento, a dispetto delle decine di riconoscimenti tutti poi rivelatisi falsi, è stata ritenuto concreto dai carabinieri che hanno inviato nella zona numerose pattuglie. 

Negli scorsi giorni sulla vicenda si sono dette tante cose e ovviamente le bufale non sono mancate a venire a galla, come ad esempio quella delle Lamborghini Huracan messe a disposizione della polizia per la caccia all'auto. Ma anche la pubblicazione della foto dei tre malviventi ha scatenato qualche problema, se non fosse che un cittadino albanese di 32 anni nella notte fra sabato e domenica si è presentato spontaneamente negli uffici della Questura di Torino insieme all’avvocato Wilmer Perga. Non si è trattata però di una costituzione, bensì di una richiesta di aiuto e di scagionamento per gli altri due: “Li conosco bene – aveva detto– sono miei connazionali e sono entrambi in Albania. Uno è addirittura detenuto. Quanto a me, in questi giorni ero a Forlì, pronto a rientrare al mio Paese. I miei genitoari hanno visto la foto, si sono preoccupati tanto. Ma con l’Audi gialla non ho niente a che fare. Datemi una mano”. A scriverlo era l’ANSA che spiegava che la foto che ritraeva il 32enne con i due connazionali è stata scattata un anno fa durante un controllo delle forze dell’ordine a Mestre. Ma – dice lui – non c’entra niente con l’Audi gialla, averla associata all’altra foto in cui si vede l’auto ferma a un distributore è certamente lo scherzo di qualcuno. Il cittadino albanese era privo di permesso di soggiorno ed è stato espulso.

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