Dybala: "Higuain è più forte di me, ma lo batterò" e svela una telefonata...

26 gennaio 2016 ore 10:33, Andrea De Angelis
"Un Messi, ma più attaccante". Era il maggio del 2015. Poi a novembre dello stesso anno: "Tra Tevez e lui scelgo il secondo". Parole di Beppe Iachini, il padre sportivo di Paulo Dybala. Colui che più di ogni altro ha creduto nel talento dell'argentino, esploso lo scorso anno proprio nel suo Palermo dei record e che ora, approdato a Torino, sta attirando l'attenzione di tutta Europa. 

Il paragone con Higuain è facile, vuoi perché come lui sta facendo la differenza, ma anche perché i due sono entrambi argentini. Insomma, se Juventus e Napoli si avviano a dar vita a un duello che durerà da qui a primavera inoltrata il merito è anche (o soprattutto) dei due attaccanti sudamericani. I quali, ovviamente, hanno caratteristiche diverse e sono divisi da ben sei anni di età. Ad accomunarli i gol: dodici per il più giovane in venti presenze, ventuno per il più anziano in altrettante partite disputate fino ad ora. Senza contare ovviamente le coppe nazionali ed europee (rispettivamente due e tre reti).  “Higuain è più forte di me. Ho avuto la fortuna di vederlo da vicino, in Nazionale, è un grandissimo attaccante. Siamo anche amici e ci sentiamo spesso al telefono". E a proposito rivela: "L’ultima volta è stato sabato sera, quando gli ho detto che contro di noi non deve segnare. Per il resto gli auguro il meglio". Della serie: vinciamo lo scontro diretto e sarà scudetto. 
Dybala: 'Higuain è più forte di me, ma lo batterò' e svela una telefonata...
La mentalità vincente appartiene ad entrambi, su questo non c'è dubbio. Higuain in quel di Madrid ha vinto, ma ha deciso di rilanciarsi a Napoli, città dove non si vince da vent'anni e nella quale fu chiamato a sostituire un certo Cavani, uno di quelli che nei presepi, tanto per intenderci, non poteva mancare. I gol non sono mai mancati, certo, ma quest'anno ha già superato il suo record personale in Serie A (erano 18 lo scorso anno dopo i 17 della prima stagione) e punta a infrangere ogni record. Pochi campioni sono riusciti ad entrare nella élite dei 30 goal in serie A, tra questi spiccano i nomi di Meazza, Angelillo, Nordahl, Hansen e, unico in attività, Toni. Il primo da battere è quello relativo alla media reti, stabilito nel 1959 dall'interista Angelillo, attaccante argentino che realizzò 33 goal in 34 partite. Il secondo è quello dei gol realizzati che appartiene al milanista Nordahl con 35 reti.

Non che il compito di Dybala fosse più facile, ovvero non far rimpiangere un certo Tevez, l'anima insieme a Pirlo, Vidal e capitan Buffon di una Juventus in grado di dettare legge in Italia e centrare anche la finale di Champions League. Il ventiduenne ci è riuscito e ora in un'intervista al Corriere dello Sport confessa che non si sarebbe aspettato un inizio così. "Sono molto contento di quel che sto facendo qui. Sono arrivato da soli sei mesi ma già voglio rimanere a lungo. Obiettivi? Quello dei 15 goal. Non pensavo di giocare così tanto una volta arrivato alla Juventus. Sapevo che sarei arrivato in una grande squadra con tanti attaccanti forti". E a proposito di attaccanti, guai a paragonarlo a Messi: "Cerco di esser me stesso, cerco di crescere giorno dopo giorno col lavoro, sono in pochi ad avvicinarsi al livello di Messi. Mi accontenterei di assomigliargli solo un po'. In Argentina mi dicevano che assomigliavo ad Aguero". Ma ora, c'è da scommetterlo, in molti già sperano di somigliare almeno un po' a Dybala.



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