Orrore in Svezia, morta accoltellata responsabile di un centro accoglienza: "Serve organico"

26 gennaio 2016 ore 10:24, Americo Mascarucci
Uccisa da uno degli immigrati che stava aiutando. 
E’ la triste storia di una ragazza di 22 anni accoltellata a Mölndal, nel sud della Svezia, in un centro di accoglienza per rifugiati minorenni in cui stava prestando servizio come responsabile. Il centro ospita ragazzi fra i 14 e i 17 anni giunti in Italia senza genitori, quindi non accompagnati. 
L’assassino secondo le poche informazioni fornite dalla Polizia sarebbe un 15enne richiedente asilo. La Polizia ha evitato di fornire troppi dettagli per evitare che possano alimentarsi sentimenti xenofobi e razzisti. 
Si sa per certo che l’accoltellamento è avvenuto nel centro di accoglienza dove è stata anche rinvenuta l’arma del delitto e che gli altri rifugiati avrebbero tentato inutilmente di fermare l’aggressore. La donna ferita è stata trasportata al più vicino ospedale dove però è deceduta.
Orrore in Svezia, morta accoltellata responsabile di un centro accoglienza: 'Serve organico'
Restano ignote le motivazioni del gesto. Perché uccidere una impiegata che stava lì per assistere e aiutare proprio i rifugiati? Una spiegazione plausibile gli inquirenti pare non siano ancora riusciti a trovarla. 
Intanto monta la protesta anche da parte della Polizia. Le forze dell’ordine hanno intimato al governo di assumere almeno 4.100 agenti supplementari per svolgere compiti ogni giorno più numerosi e impegnativi, in seguito all’ingresso soltanto nel 2015 di almeno 163.000 nuovi migranti, numero superiore a qualsiasi previsione. Secondo l’ufficio migrazione svedese gli episodi di violenza tra i rifugiati sono raddoppiati dal 2014 al 2015. "Non abbiamo abbastanza agenti per fare fronte all’emergenza", ha denunciato il numero uno della polizia svedese Lena Nitz. 
Secondo l'agenzia svedese per i migranti tra il 2014 e il 2015 il numero di minacce o violenze segnalati nei centri di accoglienza per profughi di tutto il paese sono più che raddoppiati fino a raggiungere quota 322. Nella maggior parte dei casi si tratta di incidenti o diverbi che interessano i richiedenti asilo e lo staff che lavora presso le strutture. Nel 2015 in Svezia sono state presentate 163mila richieste di asilo, più del  doppio rispetto al 2014. In quasi 35.400 le richieste sono state avanzate da minori non accompagnati, la maggior parte dei quali provenienti dall’Afghanistan.



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