La diagnosi è sempre più tecnologica: fotografata "l'orma digitale" del mal di testa

26 gennaio 2016 ore 10:58, Lucia Bigozzi
Quando la tecnologia non solo dà una mano, ma può rappresentare una svolta nella cura di patologie. La novità riguarda l’emicrania con aura. Cosa è? I sintomi si manifestano con un leggero fastidio alla vista che talvolta si fa sfocata ed è accompagnata da scintillii luminosi che recano difficoltà e disturbo alla persona. In Italia sono oltre nove milioni di persone a soffrire di emicrania con aura e il numero non è certamente irrilevante, anzi fa comprendere bene la portata di una patologia con cui fa i conti una comunità vasta di pazienti. Da Napoli arriva una buona notizia: gli esperti della Clinica Neurologica dell’Azienda Ospedaliera della Seconda Università di Napoli (Aou-Sun), riconosciuta come una struttura di eccellenza nella cura delle cefalee hanno messo a punto uno studio (già pubblicato nella rivista scientifica “Cephalalgia”) che potrebbe rappresentare l’auspicata svolta per combattere la patologia. Fatto salvo il lavoro e il livello professionale dei ricercatori partenopei, va sottolineato che è ancora una volta la tecnologia - sempre più innovativa e avanzata – a rappresentare lo strumento cardine per affrontare e risolvere fenomenologie sintomatiche ma anche vere e proprie malattie. Il “contributo” tecnologico sta nel fatto che i ricercatori con l’ausilio di strumenti sofisticati, sono riusciti a fotografare il cervello di un paziente che soffre di emicrania con aura. Come è stato possibile? Attraverso una risonanza magnetica che ha consentito di “fissare” i fotogrammi del cervello dai quali è emerso che le due forme più comuni di emicrania, quella con aura e quella senza, sono caratterizzate da un funzionamento particolare delle aree cerebrali visive. 

La diagnosi è sempre più tecnologica: fotografata 'l'orma digitale' del mal di testa
Antonio Russo, coordinatore del Centro Cefalee del Sun, ha spiegato all’AdnKronos le peculiarità dello studio in base al quale la risonanza magnetica è stata eseguita su un cervello affetto da emicrania, ma in assenza di crisi. La “foto” ha permesso di evidenziare che le aree visive attivate durante l’attacco provocano il fenomeno dell’aura e restano attive anche quando non c’è la manifestazione del dolore. Non solo: i ricercatori hanno potuto anche definire “orma digitale” l’effetto che l’emicrania con aura determina sul cervello dei pazienti rendendolo “tracciabile”, a differenza di ciò che avviene per le persone che soffrono di emicrania senza aura. 

Non è la prima volta, come dicevamo, che la tecnologia “aiuta” la ricerca. Vale la pena ricordare la messa a punto del cosiddetto robot-chirurgo particolarmente impiegato nel campo dell’urologia, ma anche l’innovazione che potrebbe essere messa in campo addirittura per il trapianto di cranio. E anche qui, la ricerca è italiana. E’ il neochirurgo dell’ospedale Le Molinette di Torino, Sergio Canavero, ad aver annunciato la data del primo trapianto di testa su un uomo che, secondo le previsioni, dovrebbe avvenire nel dicembre 2017. Il chirurgo sostiene di aver messo a punto una tecnica rivoluzionaria per l’intervento che dovrebbe essere eseguito in Cina, all’Università Medica di Harbin (anche se manca ancora il disco verde delle autorità locali). La novità segue il test eseguito su una scimmia da un neurochirurgo americano. 

Infine, ricordiamo, l’importanza della tecnologia anche per quanto riguarda la colonscopia, esame clinico fastidiosissimo, come molti sanno. Ebbene, adesso tutto potrebbe cambiare, grazie nientemeno che a una video-capsula che viene ingerita e da sola provvede a registrare ciò che avviene all’interno dell’organismo del paziente. Per dimostrarne la validità, è stato condotto uno studio multicentrico comparato europeo, alla quale ha preso parte il policlinico universitario Agostino Gemelli, di Roma. I risultati, definiti dai ricercatori “molto incoraggianti”, sono stati già pubblicati nella rivista scientifica New England Journal of Medicine e hanno riguardato un campione di 300 pazienti selezionati in tutta Europa. 

autore / Lucia Bigozzi
Lucia Bigozzi
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