Effetto Xylella, altri 63 parassiti minacciano le piante e colture italiane

26 gennaio 2016 ore 10:49, Americo Mascarucci
Il surriscaldamento del pianeta potrebbe presto produrre effetti devastanti su vari tipi di colture a causa del proliferare di nuovi parassiti. 
Secondo le previsioni ne potrebbero arrivare circa 63 e potrebbero mettere in serio pericolo la vite, le olive da olio, i pomodori, la lattuga, le arance e i girasoli. Tutte colture che per l’Europa, e per l’Italia in particolar modo, risultano strategiche da un punto di vista economico e alimentare. 
L’allarme è arrivato dai ricercatori di Agroinnova, centro di competenza per l’innovazione nel campo agroambientale dell’Università di Torino, che hanno evidenziato come  sarebbero circa 21 le coltivazioni a rischio in Europa mentre in Italia pericoli maggiori riguarderebbero il riso e le piante ornamentali. 
Gli insetti killer individuati dai ricercatori sarebbero circa 63 favoriti nella proliferazione dal surriscaldamento globale. 
"I cambiamenti climatici per l'Italia avranno un impatto negativo: le minacce biologiche saranno più frequenti e più probabili" - spiega Maria Ludovica Gullino, docente di patologia vegetale dell'Università di Torino e direttrice di Agroinnova.

"Gli attacchi di alcuni funghi - spiega l'esperta - come la 'Peronospora belbahri', devastante per il basilico, o la peronospora della vite, i funghi del terreno e le ruggini del grano, aumenteranno di gravità e saranno più precoci. A indicarlo sono i test condotti nei 'fitotroni' del centro torinese, una sorta di stanze-macchina del tempo, dove abbiamo potuto verificare gli effetti dell'aumento delle temperature sulle piante, dalle insalate agli alberi". 
Tuttavia secondo l'esperta nulla è perduto, si può ancora correre ai ripari.
"Con il progetto Plantfoodsec - spiega ancora la dottoressa Gullino - abbiamo creato modelli di analisi del rischio saggiati su oltre 100 scenari possibili, che incrociando decine di parametri, fra cui la temperatura, possono dare informazioni preziose. Il primo passo è la diagnostica, la prevenzione a partire dai semi"spiega ancora la direttrice di Agroinnova  che raccomanda di risanare quelli colpiti tramite una concia con metodi sostenibili già disponibili "come l'acqua o l'aria calda, gli oli essenziali o la combinazione di calore e oli, meno invasivi di quelli che si è invece costretti ad attuare successivamente in campo". 
Il problema però come detto resta quello dei cambiamenti climatici. Come affrontarlo? 
"Lo strumento da utilizzare - spiega la direttrice - è il miglioramento genetico, non necessariamente con transgenesi ma tramite l'incrocio con metodi tradizionali, specie per creare varietà di piante più resistenti a fenomeni come la siccità".
Effetto Xylella, altri 63 parassiti minacciano le piante e colture italiane
L’obiettivo finale è la creazione di un vero e proprio centro europeo di competenza per la sicurezza alimentare e vegetale perché i risultati del progetto diventino una realtà concreta a tutto vantaggio della salute del mondo vegetale e animale e anche dei bilanci nazionali. Si calcola infatti che in alcuni Paesi, specie quelli in via di sviluppo, le perdite causate dalle malattie delle piante incidano per il 30-40% sul raccolto annuo. Negli Stati Uniti si calcola in 33 miliardi di dollari la perdita finanziaria per le coltivazioni causata da agenti patogeni vegetali. 

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