Crollo a Wall Street e 4 dirigenti che non cinguettano più: Twitter down?

26 gennaio 2016 ore 11:31, Andrea De Angelis
Potrebbe anche trattarsi di un semplice quanto classico cambio di guardia, del resto la forza di un azienda può anche essere data dal cambiamento, dunque lo scenario non è ancora derubricabile alla fantascienza. Però i numeri relativi alla Borsa restano impietosi e come riporta Il Fatto Quotidiano in un anno il titolo quotato a Wall Street ha perso oltre il 50% del suo valore. La situazione di crisi si ripercuote anche a livello occupazionale: negli ultimi mesi, sono stati licenziati 366 dipendenti, l’8% dell’intera forza lavoro. Twitter ha attualmente poco più di 300 milioni di utenti, ma la loro crescita nel 2015 è stata la più lenta della storia.

Parlare dunque di fallimento per una realtà che può vantare un numero di utenti pari a cinque volte l'Italia è troppo, ma di certo le difficoltà sono sotto l'occhio di tutti. L’amministratore delegato del social network, Jack Dorsey, ha annunciato le dimissioni di quattro vicepresidenti: il responsabile di sviluppo e progettazione Kevin Weil, il capo dell’engineering Alex Roetter, il responsabile delle risorse umane Brian Schipper e quello dei rapporti con i media Katie Jacobs Stanton. A questi si è aggiunto Jason Toff, a capo del servizio di condivisione video Vine di proprietà di Twitter, che ha twittato il suo passaggio alla rivale Google. Ce n'è abbastanza per scrivere la sceneggiatura di un film, dunque. Ma Dorsey ha fatto subito chiarezza sulla situazione con un comunicato diffuso ovviamente via Twitter in cui risponde a quelle che definisce “indiscrezioni di stampa inesatte”. Sempre nel comunicato l'ad dell'azienda di San Francisco non ha fatto mancare i complimenti per il lavoro fatto dai dirigenti. 
Resta sicuramente il malumore degli azionisti di maggior peso, con il social che stenta a conquistare nuovi utenti e ad incrementare i ricavi, soffrendo la concorrenza dei rivali più aggressivi come Facebook e Snapchat.

Crollo a Wall Street e 4 dirigenti che non cinguettano più: Twitter down?
Tutto questo a poche settimane dal decimo compleanno di Twitter, servizio gratuito di social networking e microblogging, creato nel marzo 2006 dalla Obvious Corporation di San Francisco, che fornisce agli utenti, attraverso l'omonima piattaforma, una pagina personale aggiornabile tramite messaggi di testo con lunghezza massima di 140 caratteri (120 nel caso si inserisca un link o un'immagine). Gli aggiornamenti di stato possono essere effettuati tramite il sito stesso, via SMS, con programmi di messaggistica istantanea, posta elettronica, oppure tramite varie applicazioni basate sulle API di Twitter. 
Il nome "Twitter" deriva dal verbo inglese to tweet che significa "cinguettare"
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