Per l'Ilva seconda giornata di barricate: il vecchio sciopero funziona sempre?

26 gennaio 2016 ore 15:54, Lucia Bigozzi
Un blocco “d’acciao”, come quello che si lavora all’Ilva. Sono proprio i lavoratori Ilva i protagonisti di una protesta che per il secondo giorno consecutivo sta mettendo a dura prova Genova.  Stamani il corteo dei manifestanti che si è snodato tra la la Sopraelevata e il casello autostradale di Genova Ovest. Effetto: traffico in tilt e non sono mancati attimi di tensione tra i lavoratori in corteo e gli automobilisti bloccati sulla strada e quindi impossibilitati a raggiungere il posto di lavoro. Poi è stata la volta di via Francia mentre restano chiusi in entrambe le direzioni di marcia il casello Genova Ovest e la strada intitolata ad Aldo Morto. Insomma, pesanti ripercussioni per i genovesi. Ma cosa ha scatenato la protesta? Intanto va detto che la mobilitazione riguarda i “duri e puri” della Fiom Cgil che vanta una lunga tradizione nel campo delle lotte sindacali dei metalmeccanici, comprese le modalità di protesta. La ragione del “blocco” sta nella convocazione a Roma del Comitato di Vigilanza, calendarizzata il prossimo 4 febbraio. Il governo ne aveva dato comunicazione ma senza indicare il ministro che sarebbe stato presente all’incontro. Cosa che invece, il sindacato rivendica come necessità dal momento che "vogliamo incontrare chi ha da dire, non chi sta ad ascoltare". 

Per l'Ilva seconda giornata di barricate: il vecchio sciopero funziona sempre?
Di qui la reazione della Fiom Cgil e non a caso il segretario regionale del sindacato Bruno Manganaro, avverte: “Se entro stasera non arriverà la convocazione ufficiale con presenza di un ministro, domani sarà sciopero di tutti i metalmeccanici di Genova. Chiamiamo gli operai di tutte le fabbriche a manifestare in difesa dell'Ilva. Andremo a manifestare in centro”. Detto, fatto: la convocazione è già scattata; le tute blu sono pronte a ri-scendere in strada partendo dalla zona di Genova Cornigliano. Obiettivo del corteo: raggiungere la Prefettura. Al presidio dei lavoratori non ha mancato di far sentire la sua presenza anche la leader nazionale della Cgil, Susanna Camusso. I disagi per la circolazione dei veicoli è stata pesante, per tutta la giornata si sono formate lunghe code di auto e rallentamenti nell’area dove i lavoratori hanno attuato la protesta. In particolare, la situazione più critica si è registrata nella zona tra San Benigno e Sampierdarena. Domani, dunque, si replica. Almeno nelle intenzioni e secondo la mobilitazione della Fiom Cgil. Che in tema di proteste per portare avanti le proprie rivendicazioni, pare non aver rivali. E i genovesi, lo sanno. 

autore / Lucia Bigozzi
Lucia Bigozzi
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