Strasburgo, Pillon (Family Day): "La famiglia italiana non la decide l'Europa: lo dice la legge"

26 gennaio 2016 ore 16:33, Andrea De Angelis
"Incoraggio l'Italia a garantire il riconoscimento legale alle coppie dello stesso sesso". Lo scrive su Twitter il segretario generale del Consiglio d'Europa, Thorbjorn Jagland, sulle unioni civili. "Cosi come stabilito dalla sentenza della Corte europea dei diritti umani (Oliari e altri verso Italia del 21 luglio 2015) e come accade nella maggior parte degli Stati membri", ha poi aggiunto Jagland. IntelligoNews ne ha parlato con l'avvocato Simone Pillon del comitato "Difendiamo i nostri figli"...

Come commenta le parole di Jagland?
"Sono le classiche pressioni di alcune persone a capo di alcuni organismi dell'Unione Europea. Chiaramente la pressione ora è tutta sull'Italia che è uno dei Paesi che ancora guardano al futuro della famiglia e della società senza cadere nella trappola della pseudo famiglia. Una cosa ovviamente inaccettabile per l'ideologia dominante. Pressioni queste tra l'altro sfornite di qualsiasi capacità e funzione giuridicamente rilevanti, ma utili per essere rilanciate sui media e influenzare il Parlamento e l'opinione pubblica". 

Strasburgo, Pillon (Family Day): 'La famiglia italiana non la decide l'Europa: lo dice la legge'
Al di là di quello che il Parlamento deciderà è chiaro che simili messaggi arrivano soprattutto all'opinione pubblica. Immaginiamo la persona comune che dice "beh, se ce lo chiede l'Europa, siamo rimasti gli unici..." o non è così?
"Sì, ce lo chiede l'Europa. Ma se si va a vedere ce lo chiede una persona perché la legislazione familiare è riservata ai singoli Stati membri, questo la gente lo deve sapere". 

Dunque bisogna ribadirlo. 
"Esatto, le persone devono sapere che ogni singolo Paese è libero di legiferare in materia di famiglia senza che sia possibile alcun condizionamento da parte dell'Unione Europea proprio perché il trattato di Lisbona prevede la totale libertà per ogni singolo Paese in materia di diritto di famiglia". 

La senatrice Di Giorgi del Pd oggi ci ha detto che intravede all'orizzonte la stepchild adoption temperata. Vi soddisfa questo tipo di soluzione? 
"Assolutamente no, qualsiasi provvedimento legislativo che legittimi l'unione civile in quanto tale viola la Costituzione e la sentenza 138 del 2010 della Corte Costituzionale e apre in modo diretto e immediato alla stepchild adoption. Qualsiasi giudice poi sarebbe legittimato a introdurre per via giudiziale l'adozione del figlio del partner. La sentenza della Corte europea contro l'Austria ci dice proprio questo: i Paesi sono liberi di legiferare in materia di famiglia, ma se riconoscono le unioni civili tra persone dello stesso sesso devono per forza di cose riconoscere anche il diritto alla genitorialità. Dunque qualsiasi riconoscimento dell'unione civile in quanto tale porta con sé l'utero in affitto". 

Perché lei sarà in piazza sabato e perché i nostri lettori dovrebbero partecipare al Family Day?
"Noi stiamo vivendo un momento di svolta epocale. Se l'Italia reggerà su questo punto si aprirà per l'Occidente una profonda fase di riflessione che vedrà protagonisti anche i Paesi che per primi hanno introdotto queste politiche dissennate. L'Italia potrebbe essere il punto di svolta per fare politiche familiari autentiche che abbiano come indirizzo la famiglia naturale. La tenuta o meno dell'Italia dipenderà moltissimo da quanti saremo al Circo Massimo. Bisogna cessare gli indugi e scendere in campo per difendere un diritto universale che è quello dei bambini: crescere con mamma e papà. Le persone omosessuali sono cresciute con la loro mamma e il loro papà e vogliono loro tanto bene".  

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