Oggi la Camera ricorda Almirante, da nemico a riformatore

26 giugno 2013 ore 11:50, Francesca Siciliano
Oggi la Camera ricorda Almirante, da nemico a riformatore
Dopo il Giorgio Almirante “fascista” e il Giorgio Almirante “fucilapartigiani” (soprannome affibbiatogli da Mario Capanna), nel 25° anniversario dalla sua scomparsa - nell'auletta dei gruppi della Camera dei Deputati - Giorgio Almirante oggi verrà ricordato come il Riformatore.
Un riformatore ante litteram, sostiene a ragione qualcuno, un politico letteralmente d'altri tempi (tanto per forma mentis quanto per il periodo politicamente “migliore” nel quale visse e operò). Oggi il pensiero di Almirante è tornato più che mai al centro del dibattito politico; tratteggiandolo, infatti, non si può fare a meno di notare quanto sia attuale. Nonché potenzialmente attualizzabile. In un momento in cui la destra parlamentare, fatta esclusione del Pdl, si è dissolta, evocare il segretario del Msi sembra essere l'amuleto in grado di far risorgere dalle ceneri un'area che praticamente non esiste più. Almirante riuscì (a meno di vent'anni dalla fine della guerra e con le “ferite” inferte dal fascismo ancora sanguinanti) a costituzionalizzare la destra, ammorbidendone i tratti più duri, democratizzandola ed esaltandone gli aspetti più rappresentativi. Creò una sinergia, mai vista prima di quegli anni, tra  il popolo e la Patria e riuscì a instillare con garbo nelle menti dei giovani lo spirito di una “lotta politica” di destra sana e matura. E non solo: nel panorama politico, istituzionale (e costituzionale) degli anni '70, fu in grado di disegnare un bipolarismo moderno, scardinando l'asse immobilista Dc-Pci (tipico della non alternanza di governo) e inserendo gradualmente il suo partito - grazie alle battaglie portate avanti in tutti quegli anni - tra i favoriti di un popolo volenteroso di lasciarsi alle spalle un passato scomodo e pronto a rimboccarsi le maniche per reintrodurre nella società (a quell'epoca in continua evoluzione) valori e tradizioni per troppo tempo lasciate nel cono d'ombra della nazione. Ma il Giorgio Almirante riformatore è un altro. È quello che, ancor prima di Bettino Craxi, propose la svolta presidenziale della forma di governo italiana. Un presidenzialista ante litteram, Almirante, che ipotizzava (in tempi particolarmente difficili visto che il legame con la Carta Costituzionale era talmente saldo da non poter essere minimamente messo in discussione), la soppressione del Senato della Repubblica in favore di una seconda Camera delle autonomie e delle categorie produttive (con tanto di partecipazione agli utili da parte degli operai delle aziende).Di quel popolo che, giorno dopo giorno e con il sudore della fronte, lavorava e “serviva” lo Stato. E che meritava rispetto e considerazione. Quello stesso rispetto e quella stessa considerazione che oggi alcuni sembrano trascurare troppo...  
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