Da Napolitano “anti-Sme” al Pd “agganciato” alla Merkel: avevamo previsto tutto. Ecco perché…

26 giugno 2014, intelligo
Da Napolitano “anti-Sme” al Pd “agganciato” alla Merkel: avevamo previsto tutto. Ecco perché…
di Gianfranco Librandi.
Perché è complicato fidarsi di una classe politica che nonostante la cattiva gestione della crisi è ancora in grado di raccogliere consensi e di governare? Perché il partito da cui proviene il più lungimirante e attento antieuropeista oggi governa a servizio della Germania? Andiamo con ordine perché c’è il colpo di scena! La crisi non è europea ma viene da oltre oceano con il fallimento della Lehman Brother’s (613 miliardi di dollari di debito). Da allora a domino tutto il sistema finanziario ha subito uno scossone senza precedenti. Nasce l’esigenza per le banche di ingrandirsi non per spirito affaristico ma allo scopo di creare dimensioni gigantesche che impedissero ogni facile speculazione. Da questo momento, verosimilmente la crisi dura poco, si conclude effettivamente nel marzo 2009 (sei mesi dopo il fallimento di Lehman Brother’s). Tuttavia allo tsunami della finanza corrisponde poi l’onda lunga che colpisce l’Economia, e la crisi economica è assai più lenta ad assorbire i colpi, tanto è vero che nel nostro Paese la crisi economica dura ancora e i tempi per uscirne sono ben lontani, e altrettanto lontane sono anche le previsioni di uscita (luci in fondo al tunnel non ce ne sono). La conferma di quest’affermazione ci viene seguendo un settore non indicativo in assoluto, ma di pronta rilevazione per determinare l’evoluzione della malattia. Si parla della Borsa; il settore bancario è quello che ha avuto le curve in discesa più marcate (solo nell’Indice principale dal 2007 a oggi si registra un – 71%). Tutto questo è avvenuto nonostante diverse ricapitalizzazioni a mano pubblica e privata. Le operazioni di aumento di capitale non sono sufficienti ad affrontare la controllo della “vigilanza unica europea”. Il Governatore di Bankitalia già ha parlato di “ombrello” per salvare il settore, e l’ombrello non è altro che altri soldi pubblici per sostenere la capitalizzazione delle banche nostrane non in grado di superare il test della “vigilanza unica europea”. Non se ne viene fuori, oltretutto le motivazioni che sono addotte a questo salvataggio, sono spesso morali (tutela dei posti di lavoro, unica speranza di rilancio della piccola media impresa che possa rilanciare i consumi…) balle che sono solo il prolungamento di un’agonia senza precedenti, e il preludio di un altro incomprensibile e inaccettabile aiuto sostanzioso con soldi pubblici a un settore privato (le banche sono società private) che sarebbe in grado di sostenersi da solo egregiamente. Per tornare alla domanda iniziale, perché il governo a maggioranza PD permette tutto questo? Perché è così sottomesso (nonostante affermi il contrario) alla Merkel? Eppure abbiamo tutte le carte in regola per essere il Paese con la classe politica più intellettualmente antieuropeista. Come nessuno afferma che la luce in fondo al tunnel non esiste, allo stesso modo nessuno ricorda che chi oggi governa (o fa governare) nel 1978 si scagliò con lucidità e argomentando dottamente contro lo SME che è l’antenato dell’Euro. Riportiamo un breve stralcio: “…il vertice di Bruxelles (…) aveva sancito la conferma di una sostanziale resistenza dei paesi a moneta più forte, della Repubblica federale di Germania, e in modo particolare della banca centrale tedesca, ad assumere impegni effettivi ed a sostenere oneri adeguati per un maggiore equilibrio tra gli andamenti delle monete e delle economie di paesi della Comunità. E così venuto alla luce un equivoco di fondo, di cui le enunciazioni del consiglio di Brema sembravano promettere lo scioglimento in senso positivo e di cui, invece, l’accordo di Bruxelles ha ribadito la gravità: se cioè il nuovo sistema monetario debba contribuire a garantire un più intenso sviluppo dei paesi più deboli della Comunità, delle economie europee e dell’economia mondiale, o debba servire a garantire il paese a moneta più forte, ferma restando la politica non espansiva della Germania federale e spingendosi un paese come l’Italia alla deflazione. …..le regole dello SME ci possano portare ad intaccare le nostre riserve e a perdere di competitività, ovvero a richiedere di frequente una modifica del cambio, una svalutazione ufficiale e brusca della lira fino a trovarci nella necessità di adottare drastiche politiche restrittive”. E’ assurdo quanto sia attuale e quanto lucidamente lungimirante sia questa visione di 35 anni fa. Il colpo di scena promesso è che queste parole sono di Giorgio Napolitano, il nostro Presidente della Repubblica. Si vede ancora la luce in fondo al tunnel?
autore / intelligo
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