Gender, Giovanardi (Ncd): “Non bastano le promesse della Giannini. Ddl Cirinnà, il governo rischia”

26 giugno 2015, Marco Guerra
Gender, Giovanardi (Ncd): “Non bastano le promesse della Giannini. Ddl Cirinnà, il governo rischia”
"Non mi bastano le promesse della Giannini, serve subito un decreto governativo che introduce il consenso informato”. Il senatore Carlo Giovanardi, l’unico di Area Popolare a non aver votato la fiducia alla riforma della scuola, chiede immediati provvedimenti formali per impedire l’introduzione dell’ideologia gender nelle scuole. Parlando ad IntelligoNews, Giovanardi lancia poi un monito all’esecutivo in vista del confronto sul ddl Cirinnà: “Su unioni civili e adozioni ai gay si rischiano ripercussioni su tutto l’attuale quadro politico della maggioranza.

Alla fine la riforma della scuola è passata con l’articolo che parla di “violenza di genere”, Area Popolare si è accontentata delle promesse del ministro Giannini sul consenso informato ai genitori per le attività extra-scolastiche. Lei si fida?

«Guardi sta parlando con l’unico senatore del mio gruppo che non ha partecipato al voto, perché una fiducia su un testo del genere non la voterò mai. Insomma non esiste: quello che è stato fatto è scorretto. La mattina prima del voto i senatori di Area Popolare hanno incontrato il ministro Giannini, la quale si era presa precisi impegni per evitare che la riforma introducesse la teoria del gender e poi invece il testo passa così come era stato formulato senza alcuna dichiarazione ufficiale del governo che si impegna a cambiarlo alla Camera».

Altri suoi colleghi hanno giustificato quanto avvenuto ieri con la netta contrarietà del presidente del Senato Grasso a far inserire qualsiasi tipo di modifica nel maxi emendamento sulla riforma…

«E’ vero, infatti ora abbiamo condizionato il nostro voto favorevole alla Camera a un impegno del ministro ad assicurare la libertà di scelte educative da parte dei genitori. Ma questo deve essere fatto subito, prima che il testo arrivi a Montecitorio. Con le dichiarazioni di intenti non me ne faccio nulla. L’esecutivo deve prendere un provvedimento formale, facendo anche un decreto legge se necessario, che afferma che quando si trattano certe tematiche è necessario il consenso informato dei genitori. Ragazzi non scherziamo, è sceso in piazza un milione di persone per combattere il gender nelle scuole. Su questo punto ci sarà la massima attenzione perché sono un po’ stanco di essere preso in giro dal Pd».

Con questo spirito ci si avvicina anche all’approvazione del ddl Cirinnà, è facile prevedere scintille nella maggioranza che sostiene il governo…

«Martedì in Commissione vedremo di nuovo che tipo di sviluppo sta avendo la Cirinnà, in base a questo l’Ncd deve decidere se essere contrario o fare finta di niente. Ma se il testo resta quello che abbiamo ora, il quadro politico attuale potrebbe avere grosse ripercussioni».

Sta dicendo che si rischia la crisi di governo sulle unioni civili e la step child adoption?

«Scusi ma come fa il mio voto a sostenere un quadro politico che fa passare una riforma epocale diametralmente opposta alla mia idea di società e di famiglia? Il 20 giugno scorso sono scese in piazza un milione di persone dopo appena due settimane di organizzazione logistica, se proseguiamo su questa linea a settembre ne avremo almeno 3 milioni!».

Quindi per la componente cattolica al governo tutto questo è inaccettabile?

«Il ddl Cirinnà ricalca le unioni civili alla tedesca che spalancano la porta all’adozione alle coppie dello stesso sesso e all’utero in affitto, perché se equipari i matrimoni alle unioni civili cinque minuti dopo arriva la Corte costituzionale o la Corte europea che chiede di riconoscere pari diritti a tutte le coppie. Basta vedere la giurisprudenza e quello che è successo in altri Paesi europei. Quindi la questione tocca anche la coscienza dei laici. Ma come si fa a pensare di comprare bambini a 60mila euro dopo averli fatti cresce e partorire nell’utero di una povera donna indiana o ucraina? Questo magari dopo aver scelto l’ovocita o il seme migliore su un campionario offerto da qualche clinica privata. Ma cosa centra il cattolicesimo, questo è ritorno alla schiavitù!».

Eppure in Commissione il governo ha dato parere di neutralità sul ddl Cirinnà. In poche parole l’esecutivo ha detto che la faccia non ce la mette e che la Cirinnà per passare si deve trovare i voti in parlamento da sola…

«Sì formalmente questo è vero. Ma c’è un “piccolo” problema: il presidente del Consiglio nonché segretario del partito di maggioranza vuole fortemente questa riforma, lo ha fatto capire più di una volta con dichiarazioni che lasciano pochi dubbi. Su questo punto però anche noi non siamo disposti a cedere»

autore / Marco Guerra
Marco Guerra
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