Beni rifugio a rotoli

26 giugno 2015, Luca Lippi

L’oro perde sempre più forza cedendo la posizione di punta nella classifica dei beni rifugio. Storicamente l’oro è sempre stato il bene rifugio per eccellenza nelle fasi di turbolenza finanziaria, tuttavia dopo aver raggiunto i suoi massimi, nonostante le turbolenze finanziarie siano tutt’altro che sedate, l’oro non riesce a superare la soglia dei 1200 dollari l’oncia segnando un trend in lieve discesa nel breve periodo (la previsione a breve della quotazione è intorno a quota 1170 dollari l’oncia.


Non va meglio l’argento, scivolato sotto i 16 dollari l’oncia confermando la tendenza ad essersi “appoggiato sui minimi” negli ultimi due mesi.


Sulla scia dei due più noti metalli preziosi si staglia anche il platino che sta vivendo la sua stagione di caduta libera da diverse settimane. Negli ultimi dodici mesi la quotazione del platino ha lasciato sul terreno circa il 40% del suo valore. È dal 2009 che il platino non si avvicinava alla soglia psicologica dei 1000 dollari l’oncia, negli ultimi sei mesi ha sfiorato 1060 dollari usa.


Per chi non si occupa di Scienza Economica professionalmente, diamo conto del fatto che la caduta delle quotazioni dei metalli preziosi normalmente è il segnale di una stretta sui tassi da parte degli Stati Uniti. 


Sono mesi che in Usa si parla di un aumento del costo del denaro, e la previsione di questo evento sarebbe previsto entro il 2015 soprattutto ora che si intravede una revisione al rialzo del Pil Usa (invero esiziale in confronto alla dimensione economico/finanziaria del Paese). Tuttavia allo stato attuale è più corretto leggere la stagnazione dei prezzi dei metalli preziosi a causa della forza del Dollaro, perché di aumento dei tassi da parte della Fed non se ne trova traccia.


autore / Luca Lippi
Luca Lippi
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