"Staminali miracolose": e si becca il tumore di un altro

26 giugno 2016 ore 23:59, Adriano Scianca

Avere nel corpo il tumore di qualcun altro: una storia triste e incredibile, quella di Jim Gass, 66 anni di San Diego, che il 10 maggio 2009 ha avuto un ictus e due anni dopo ha cercato un rimedio “miracoloso” sul web: “Ho cominciato a fare ricerche su Internet - ha raccontato l’uomo al New York Times - e rimasi molto colpito dalla storia di John Brodie, ex giocatore di football e golfista professionista che aveva avuto un ictus e dopo una terapia a base di cellule staminali in Russia è tornato a giocare a golf”. 

'Staminali miracolose': e si becca il tumore di un altro
Da qui comincia una odissea tra Russia e Messico per le iniezioni di cellule staminali. “Dopo un piccolo miglioramento iniziale ho cominciato a stare male. Sentivo dolore quando mi sdraiavo e ho cominciato a perdere la capacità di camminare”. Poi, a Boston, stavolta in una clinica seria, la terribile scoperta: sulla colonna vertebrale del paziente c'era un tumore, ma i test svolti successivamente hanno chiarito che quella massa composta da cellule primitive e anormali che stavano crescendo in modo aggressivo non appartenevano al paziente, erano di qualcun altro, presumibilmente del donatore. 

La vicenda è stata descritta sul New England Journal of Medicine. Si tratta, soprattutto, di un grande monito contro le scorciatoie promesse da cliniche di dubbia fama, che millantano risultati incredibili grazie al paravento delle staminali. Ma operarsi al di fuori degli standard di sicurezza e di competenza non è certo una garanzia di guarigione, anzi. Chiedere, per informazioni, a Jim Gass di San Diego.

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