Corsaro (FdI): “Napolitano nominato-'innominabile', dalla Boldrini censura preventiva sul nome del capo dello Stato”

26 luglio 2013 ore 15:21, Lucia Bigozzi
Corsaro (FdI): “Napolitano nominato-'innominabile', dalla Boldrini censura preventiva sul nome del capo dello Stato”
Maratona notturna con un ‘caso nel caso’ a fine mattinata. Clima teso a Montecitorio. Polemica a tre: presidente della Camera, deputato pentastellato, parlamentare di Fdi. A innescare la miccia ci pensa il cittadino-eletto Andrea Colletti che nelle dichiarazioni di voto sul dl del Fare tira in ballo il presidente Napolitano.
L’attuale presidente della Repubblica che funge da presidente del consiglio dei ministri e forse da capo indiscusso del Pd e del Pdl deve capire che non siamo in una monarchia costituzionale con a capo re Giorgio primo...”. Doppio stop della Boldrini: “Lei non può parlare così del presidente della Repubblica. Ne abbiamo già discusso, non può chiamare in causa il Capo dello Stato”. Controreplica di Colletti: “Va bene allora lo chiamero l’innominabile...”. Massimo Corsaro non sta a guardare: regolamento della Camera alla mano, contesta alla Boldrini quella che definisce una sorta di “censura” preventiva sui riferimenti in Aula al capo dello Stato, fatto salvo ovviamente i casi di ingiurie e offese alla prima carica della Repubblica. Ma sul piano regolamentare rivendica la possibilità di citare Napolitano dal momento che – spiega a Intelligonews - “interviene, legittimamente, ogni giorno nel dibattito politico”.  Altrimenti, “la Boldrini convochi la commissione per la revisione del regolamento e si stabilisca che il presidente della Repubblica non si può nominare nel dibattito in Aula”. Provocazione: Corsaro, Fratelli d’Italia, che difende un collega grillino? «Il punto non è questo. E da parte della presidente Boldrini come del resto era già accaduto col presidente del Senato Grasso, c’è stata una sorta di ‘censura preventiva’ sulla citazione del capo dello Stato in Aula». In che senso? «C’è un regolamento della Camera che al comma 3 dell’articolo 60 recita che il presidente della Camera può determinare sanzioni a carico di un parlamentare che si renda protagonista in Aula di dichiarazioni ingiuriose nei confronti del capo dello Stato. Punto. E’ un passaggio regolamentare che condivido perché occorre avere il massimo rispetto delle istituzioni, ma ritengo anche che non si possa espungere preventivamente un riferimento al presidente della Repubblica durante il dibattito parlamentare. Oltretutto non sta scritto da nessuna parte tra le regole di Montecitorio». L’esponente grillino ha aggirato l’ostacolo usando il termine “innominabile”. Non le sembra eccessivo e provocatorio? «Lo ha fatto leggendo virgolettati di Napolitano dopochè la Boldrini per due volte lo ha richiamato a non citare il nome del presidente della Repubblica. Un escamotage, ma è paradossale che si debba arrivare a questo». Lei individua nel richiamo della Boldrini una sorta di “censura preventiva”? «Di fatto sì, perchè non essendo previsto dal regolamento che non si possa citare Napolitano, il fatto che la Boldrini si faccia carico di togliere la parola a un deputato rappresenta di per sé una sorta di censura preventiva. Un conto è bloccare e sanzionare chi ingiuria il capo dello Stato; altro è decidere aprioristicamente che non si può parlarne in Aula». Di qui la sua sollecitazione al presidente della Camera di avviare la revisione dello Statuto. «Esattamente. Se intende censurare in modo preventivo ogni riferimento a Napolitano che ovviamente non sia ingiurioso, l’ho esortata a convocare la Commissione per modificare il regolamento e a inserire che non si può nominare il capo dello Stato. Il presidente della Repubblica, nel suo ruolo istituzionale, interviene quotidianamente nel dibattito politico e non si capisce perché in una repubblica parlamentare come la nostra, non si possa prendere spunto dalle dichiarazioni di Napolitano per argomentare un intervento durante il dibattito parlamentare». Cosa le ha risposto il presidente della Camera? «Non mi ha risposto. Ha detto che si leggerà gli atti della discussione».
autore / Lucia Bigozzi
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