Il "canto" di Battisti ritorna libero e scaricabile. Esulta Mogol

26 luglio 2016 ore 12:25, Micaela Del Monte
Il Canto Libero di Lucio Battisti tornerà a suonare. In molti si saranno accorti che il repertorio di Battisti non è presente sul web se non in forma artigianale e piratesca. Delle sue canzoni non sono possibili né lo streaming né il download legittimo e sono passate sempre più raramente dalle radio. Per di più, nonostante siano capolavori simbolici, non sono mai state associate a spot pubblicitari o a colonne sonore di film. E i dischi nei punti vendita sono in via di esaurimento. Insomma, una condanna all'oblio, specialmente per le nuove generazioni che, non avendo vissuto l'epopea di Battisti e Mogol, non possono neanche ricostruirla ascoltando le versioni originali, magari rimasterizzate, in forma liquida, ossia ascoltabile sul web.

Il 'canto' di Battisti ritorna libero e scaricabile. Esulta Mogol
Ora però la sezione del Tribunale di Milano specializzata in materia d’impresa ha dato ragione all’autore e ha dichiarato inadempiente nei suoi confronti la Edizioni Musicali Acqua Azzurra s.r.l., di cui Grazia Letizia Veronese, la vedova del cantante, è amministratore unico, per quanto riguarda "i contratti di edizione". Per questo la società che gestisce i diritti sul repertorio di Battisti e Mogol è stata condannata a risarcire Mogol, assistito dall’avvocato Maria Grazia Maxia, presidente della Federazione Autori e consigliere di sorveglianza della Siae, con 2,6 milioni di euro. I giudici hanno anche dichiarato illegittimo "l’ostracismo" esercitato dalla vedova di Battisti nei confronti di "qualsiasi utilizzo, promozione o celebrazione di brani del marito".

"È la prima volta che un autore vince contro un editore. In un momento in cui il livello della canzone popolare è sceso moltissimo, riaccendiamo una candela a favore della qualità e dello spessore di un repertorio che è patrimonio della nostra nazione. È stata una battaglia dura, abbiamo portato fior di testimonianze, è stato sancito il diritto alla pubblicizzazione che fa rivivere queste canzoni. Rischiavano di scomparire" ha detto gioendo Mogol.

E a dirla tutta gioiamo anche noi, perché brani come I giardini di marzo o Emozioni o Il Nastro rosa rientreranno nel circuito della musica vitale, quella scaricabile o acquistabile oppure comunque utilizzabile in film, spot, eventi e celebrazioni che fino a questo momento sono stati vietati di fatto da una strategia draconiana. Era forse così sbagliato pensare che fosse assurdo veder sparire e dimenticare canzoni che rappresentavano il patrimonio culturale di un Paese, cantate, ripetute, ricordate da tutti.
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