Gli ostacoli del cuore: vademecum per la vacanza tranquilla. I dati

26 luglio 2016 ore 9:35, Andrea Barcariol
Vivere in sicurezza le vacanze, anche sotto il profilo cardiovascolare. Per questo l’Associazione Italiana per la Lotta alla Trombosi (ALT) ha pubblicato un vademecum con una serie di raccomandazioni: «La prima è quella di fare un controllo medico - per valutare le condizioni di base e se necessario modificare le terapie - e meglio ancora sarebbe farlo quando si deve scegliere la destinazione», sottolinea Gianfranco Parati, presidente della Società Italiana dell’Ipertensione Arteriosa (Siia). Anche la scelta della località può avere delle controindicazioni: «Per chi ha problemi cardiovascolari l’ideale sarebbe un vacanza a mezza collina - spiega Michele Gulizia, past president dell’Associazione Nazionale Medici Cardiologi Ospedalieri (Anmco) -. Più fresca del mare, con pochi sbalzi di temperatura e una “normale” quantità di ossigeno nell’aria, è perfetta anche per i cardiopatici in condizioni più gravi. La costa marina può dare qualche problema: il caldo aumenta la frequenza cardiaca e favorisce la disidratazione, che a sua volta peggiora gli scambi di ossigeno a livello polmonare e dei vasi periferici. Chi ha malattie cardiovascolari, quindi, al mare deve evitare di uscire nelle ore più calde; può fare il bagno ma rigorosamente a stomaco vuoto, perché le cardiopatie favoriscono il rallentamento della digestione, e stando attenti alla temperatura dell’acqua, che non deve essere troppo bassa, per scongiurare uno shock termico».

Gli ostacoli del cuore: vademecum per la vacanza tranquilla. I dati
Anche la montagna può nascondere dei rischi perché oltre i 2.000 metri l’organismo può faticare ad adattarsi alla minor quantità di ossigeno nell’aria. Non solo. Se si sale velocemente oltre 3-4mila metri c’è addirittura il pericolo di edema polmonare o cerebrale. Occhio però anche agli eccessivi allarmismi: servono ore perché il problema si manifesti, rimanere ad alta quota poche ore non crea problemi, diverso se si rimane a dormire in qualche rifugio ad alta quota.
Dati: si stima che in Italia il tasso di incidenza degli eventi coronarici maggiori sia intorno a 227 casi ogni centomila uomini e di quasi 98 casi ogni centomila donne. Il tasso di incidenza è più alto al Sud sia per gli uomini (quasi 240 ogni centomila uomini) sia per le donne (104 ogni centomila donne), e sotto la media nazionale al Nord (221 per gli uomini e 93 per le donne); in linea al Centro (228 per gli uomini e 100 per le donne).

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