Addio posto fisso, Borghi (LN): "Perché non è la cosa giusta da fare in questo momento"

26 luglio 2016 ore 12:55, Andrea De Angelis
Addio al posto fisso e gli scatti automatici di anzianità. La novità per i lavoratori del pubblico impiego - secondo quanto riportato dal Corriere della Sera - sarebbe inserita nella bozza di uno dei decreti attuativi più attesi della Riforma della Pubblica Amministrazione.
Ogni anno, dice il documento, tutte le amministrazioni devono comunicare al ministero le «eccedenze di personale» rispetto alle «esigenze funzionali o alla situazione finanziaria». Detto brutalmente, i dipendenti che non servono o che la situazione di bilancio non consente di tenere in carico. Le «eccedenze» possono essere subito spostate in un altro ufficio, nel raggio di 50 chilometri da quello di provenienza con la mobilità obbligatoria. Altrimenti vengono messe in «disponibilità»: non lavorano e prendono l’80% dello stipendio con relativi contributi per la pensione. Ma se entro due anni non riescono a trovare un altro posto, anche accettando un inquadramento più basso con relativo taglio dello stipendio, il loro «rapporto di lavoro si intende definitivamente risolto».
IntelligoNews ne ha parlato con il leghista Claudio Borghi...

Renzi sta riuscendo in quella che potrebbe essere definita un'impresa storica?
"Il punto è capire se è la cosa giusta da fare in questo momento. Tutti i lavoratori sono uguali, questo è giusto. Bisogna però capire se oggi la cosa intelligente è togliere diritti a tutti (ride, ndr) oppure il contrario. In fasi di crescita o piena occupazione dal mio punto di vista tutti devono essere licenziabili, sia che siano privati sia che siano statali. Anzi, per certi versi a maggior ragione gli statali. Ma se c'è piena occupazione, questa è la differenza di base. Con una fortissima disoccupazione siamo sicuri che aumentarla licenziando ancora gente, così come è stato con Jobs Act, flessibilità in uscita e via dicendo risolverà i nostri problemi? Per rimettere in pista l'economia devo far assumere i disoccupati. Invece mi sembra che ci sia un grandissimo impegno per licenziare chi il lavoro ce l'ha".

Difendiamo i cosiddetti fannulloni?
"Non voglio difendere i fannulloni, per carità! Però mi sembra che in questo momento tutto l'impegno del governo sia per licenziare la gente". 

Addio posto fisso, Borghi (LN): 'Perché non è la cosa giusta da fare in questo momento'
Insomma, dire a un cinquantenne che è un'eccedenza e dopo due anni mandarlo a casa manda in crisi una famiglia?

"Certo! Ed è lo stesso motivo per il quale avevo seri dubbi sul mettere questa enorme flessibilità in uscita con il Jobs Act e tutti quei provvedimenti fatti per precarizzare i lavoratori privati. Io avevo un'idea chiara, forse visionaria, ma secondo me la più corretta da fare: il licenziamento facile doveva essere legato alla crescita economica. In tempo di piena occupazione cioè diventava possibile per tutti licenziare nella maniera più flessibile possibile, sapendo che in ogni caso il mercato del lavoro avrebbe assorbito il lavoratore in uscita. Questa mi sembrava la cosa più logica, avrebbe realizzato un comportamento anticiclico. Se invece arriva una nuova recessione, secondo voi sarà o no amplificata da una situazione del lavoro di questo tipo? Sessanta milioni di italiani che rischiano di perdere il posto di lavoro...".

Nel decreto attuativo si parlerebbe anche di visita fiscale automatica per le assenze fatte al venerdì e nei prefestivi, ma anche la fine delle indennità di trasferta. Sono due punti interessanti?
"L'abuso di malattie è uno degli enormi problemi della gestione del lavoro nella pubblica amministrazione. Ma la causa di base non risiede nel fatto che chi lavora nel pubblico è strutturalmente lazzarone. Anzi, ci sono persone che non fanno mai cose di questo tipo. Il problema del fannullone si annida nelle assunzioni clientelari, fatte così, senza un progetto. Semplicemente per creare lavoro per motivi di trasferimento fiscale o roba del genere. L'assunzione fatta quando non c'è necessità è il problema. Se uno trova lavori in cui non si fa niente alla fine trova anche voglia (ride, ndr) di starsene a casa in modo fraudolento". 

Anche perché se l'assunzione è clientelare, magari in eccedenza rischia di finire chi invece è stato assunto in modo opposto?
"Eh sì, strano no? Una cosa che proprio nessuno si immagina! Infatti è proprio così. Se devo creare lavoro lo devo fare orientato alla produzione. Bisogna separare in modo netto, e questo è nel nostro programma, un'assunzione fatta per rilanciare un territorio rispetto all'assumere la gente tanto per soddisfare dei bacini elettorali e far sì che trasferimenti fiscali vengano indirizzati con questo sistema. Questo crea i fannulloni, perché il lavoro non è vero. Ed il risultato è quello...".


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