Riforma PA “top secret”, ma c’è l’addio al posto fisso e il venerdì in malattia sotto la lente

26 luglio 2016 ore 23:46, Luca Lippi
Una rivoluzione copernicana nel settore del pubblico impiego, e se questa rivoluzione affronta un mondo che fino ad ora era considerato “intoccabile” chissà cosa ci sarà da aspettarsi per tutti gli altri contratti di lavoro.
Per il momento, occupiamoci delle 133 pagine che compongono il decreto ancora in fase di perfezionamento, tuttavia già si legge chiaramente che le ultime notizie sulla riforma della Pa non sono positive per gli statali: addio al posto fisso e agli scatti di anzianità anche per i dipendenti pubblici.
Il mito del posto fisso
A pagina 72 del decreto, composto ed elaborato dopo attenta e lunga analisi dei tecnici nominati dal Governo per la riforma della PA, si legge che ogni anno tutte le amministrazioni devono comunicare al ministero le “eccedenze di personale” rispetto alle “esigenze funzionali o alla situazione finanziaria”, tradotto; i dipendenti che non servono o che la situazione di bilancio non consente di tenere in carico. 
Le “eccedenze” possono essere subito spostate in un altro ufficio, nel raggio di 50 chilometri da quello di provenienza con la mobilità obbligatoria. Altrimenti vengono messe in “disponibilità”: non lavorano e prendono l’80% dello stipendio con relativi contributi per la pensione. Ma se entro due anni non riescono a trovare un altro posto, anche accettando un inquadramento più basso con relativo taglio dello stipendio, il loro “rapporto di lavoro si intende definitivamente risolto”. 
Non è una novità in assoluto, un meccanismo del genere esiste già ora, ma abbiamo visto quello che è successo con le Province! 
Tuttavia, agli uffici che non comunicano le eccedenze oggi non succede nulla e infatti tutti si guardano bene dal farlo. “Con le nuove regole”, invece, ci sarà lo stop alle assunzioni e il procedimento disciplinare per il dirigente, una differenza che è tutt’altro che sottile!

Riforma PA “top secret”, ma c’è l’addio al posto fisso e il venerdì in malattia sotto la lente

Gli scatti di anzianità automatici
In realtà sono congelati già da diverso tempo, tuttavia nel nuovo testo questi saranno cancellati per sempre. Ogni anno tutti dipendenti pubblici saranno valutati dai loro dirigenti per il lavoro fatto e sulla base di quelle pagelle sarà assegnato un aumento, piccolo o grande a seconda delle risorse disponibili, a non più del 20% dei dipendenti per ogni amministrazione.
E non finisce qui
Nella bozza ci sono tante altre novità. L’obbligo della conoscenza dell’inglese come requisito per i concorsi pubblici. La visita fiscale automatica per le assenze fatte al venerdì e nei prefestivi. Un procedimento disciplinare più veloce, sull’esempio di quello in 30 giorni per gli assenteisti colti in flagrante. E ancora la fine dell’indennità di trasferta e il buono pasto uguale per tutti, sette euro al giorno. Tutte materie che vengono regolate per legge, togliendo margine di manovra ai sindacati. Restano da capire i tempi, però.
Tempi di attuazione
La sezione della delega della riforma della PA riguardante l’impiego pubblico può essere esercitata entro febbraio dell’anno prossimo. Finora il governo aveva parlato di settembre. Subito dopo, però, ci sarà il referendum sulla riforma costituzionale, e gli impiegati pubblici sono 3milioni!

autore / Luca Lippi
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