Banca d'Italia e Vaticano di amore e di accordo sulla trasparenza

26 luglio 2016 ore 14:41, Luca Lippi
Il lento movimento verso la trasparenza della Banca vaticana prevede nelle ultime ore un accordo di cooperazione finalizzato a facilitare, su base di reciprocità, lo scambio di informazioni in materia di vigilanza finanziaria. 
A renderlo noto è un comunicato a firma di Bankitalia dove si spiega che l'accordo consente ad entrambe le Autorità di ampliare i canali informativi per vigilare sui rapporti tra gli intermediari italiani e gli enti che svolgono professionalmente attività di natura finanziaria nello Stato della Città del Vaticano. Sono state previste, tra le altre, clausole sulla riservatezza e sull'utilizzo delle informazioni. 
Conclude il comunicato di Bankitalia rendendo noto che l’accordo di cooperazione segue quello già siglato tra l'Unità di Informazione Finanziaria e l'Aif nel 2013 per la collaborazione nella prevenzione e nel contrasto del riciclaggio e del finanziamento del terrorismo. 

Banca d'Italia e Vaticano di amore e di accordo sulla trasparenza

Alla firma degli accordi fra Bankitalia e l’Aif erano presenti René Brülhart e il Direttore Tommaso Di Ruzza per l’Aif, e dal Governatore Ignazio Visco e il Capo del Dipartimento Vigilanza, Carmelo Barbagallo per la Banca d’Italia.
Al termine della concertazione, il Presidente dell’Aif, Brülhart ha dichiarato: “L’accordo stabilisce un canale istituzionale per lo scambio di informazioni tra l’Aif e la Banca d’Italia, che rafforza ulteriormente la cooperazione bilaterale tra Santa Sede e Italia nella comune lotta contro gli illeciti di natura finanziaria”, mentre il Direttore dell’Aif, Di Ruzza ha aggiunto: “Si tratta di un importante passo con il quale le due Autorità di vigilanza potranno monitorare le relazioni tra i rispettivi enti vigilati, favorendo la trasparenza delle attività e la stabilità dei due sistemi finanziari, obiettivi cruciali considerato anche l’attuale scenario europeo e internazionale”.
Lo stato Vaticano in tema di trasparenza ha già siglato accordi di interscambio di dati finanziari oltreché con l’Italia, anche con Albania, Argentina, Australia, Austria, Belgio, Brasile, Canada, Cipro, Cuba, Francia, Germania, Italia, Lichtenstein, Lussemburgo, Malta, Principato di Monaco, Norvegia, Paesi Bassi, Paraguay, Perù, Polonia, Regno Unito, Romania, San Marino, Slovenia, Spagna, Stati Uniti d’America, Sud Africa, Svizzera, Ungheria.

autore / Luca Lippi
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