Attacco Rouen, Cacciari: “Con l'attacco a una Chiesa c'è una novità e si tratta di un'escalation"

26 luglio 2016 ore 23:48, Lucia Bigozzi
“L’attacco alla chiesa è una novità e ha una forza del tutto particolare. Finora sembrava che l’Isis e i suoi affiliati stessero anche abbastanza attenti a non attaccare almeno in Europa direttamente le strutture religiose o gli uomini religiosi, quindi c’è una escalation”. Così Massimo Cacciari, filosofo, legge l’ennesima scia di sangue in Francia, a Rouen e nella conversazione con Intelligonews rileva la difficoltà della politica europea a fronteggiare “questa guerra”. 

In Francia assalto a una chiesa, presa di ostaggi un sacerdote sgozzato: una novità nell’escalation del terrore. Come la legge? E’ il segno di un attacco alla Cristianità nel cuore dell’Europa?

"E’ una novità, non c’è dubbio, dal punto di vista simbolico eccetera, ha una forza del tutto particolare. Finora sembrava che l’Isis e i suoi affiliati stessero anche abbastanza attenti a non attaccare - almeno in Europa non in Siria o in Iraq dove hanno fatto stragi – direttamente le strutture religiose o gli uomini religiosi; quindi c’è una escalation. D’altra parte, come tutti gli osservatori intelligenti hanno sempre detto, con le sconfitte che l'Isis sta fortunatamente subendo sul piano militare in Iraq e in Siria, c’era da aspettarsi una escalation di attentati in Europa".

Attacco Rouen, Cacciari: “Con l'attacco a una Chiesa c'è una novità e si tratta di un'escalation'
A proposito di escalation, lei qualche tempo fa a Intelligonews lanciò l’allarme di un Occidente a rischio estinzione a causa dei molteplici errori compiuti. Oggi di fronte a questa serie di attacchi l’Occidente è inerme?

"Estinzione non va inteso in senso fisico, ovviamente. Il punto è che la politica europea fa una fatica tremenda per ragioni che è impossibile indagare seriamente, a rispondere adeguatamente a questa guerra. A questo attacco si deve rispondere su tanti piani prettamente collegati tra loro, cioè una forte unità politica europea, una politica estera comune, un intervento diretto nei paesi interessati anche alla guerra in modo più coerente. Invece di andare avanti su questa strada, si va indietro. Adesso anche quanto è successo in Turchia renderà tutto ancora più difficile di prima, ovviamente; perché basta già pensare alle intese con Erdogan che stanno saltando tutte. Chiaro che sarà difficile domani avere Erdogan impegnato sulla questione dell’immigrazione. Quindi, tutto è reso ancora più difficile; l’Isis lo sa perfettamente e schiaccia sull’acceleratore". 


autore / Lucia Bigozzi
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