Attacco chiesa Rouen, Massimo Fini: “Obiettivi infiniti. Fare quello che suggerii all’epoca delle Brigate Rosse"

26 luglio 2016 ore 23:47, Lucia Bigozzi
“L’Isis ha tutto l’interesse a mettere il cappello su qualunque avvenimento di questo tipo perché lo aiuta a seminare il terrore e mi pare ci riesca benissimo”. “Il più grande pericolo lo vedo nel vuoto di valori dell’Occidente”. Due concetti del ragionamento che Massimo Fini, giornalista e scrittore, esperto di scenari geopolitici, sviluppa nella conversazione con Intelligonews sull’attacco alla chiesa, a Rouen. Con una chiave di lettura diversa a proposito di contro-mosse occidentali: “Suggerirei di fare quello che avevo suggerito di fare all’epoca dei comunicati delle Brigate Rosse…” 

In Francia assalto a una chiesa, presa di ostaggi un sacerdote sgozzato: una novità nell’escalation del terrore. Come la legge? E’ il segno di un attacco alla Cristianità nel cuore dell’Europa?

"Ci mancano due dati importanti ancora da capire. Il primo: se i due attentatori sono di origine islamica. Il secondo: se hanno o non hanno precedenti di tipo psichiatrico, come per esempio era per alcuni di quelli che hanno fatto gli attentati in Germania. Detto questo, è chiaro che l’Isis ha tutto l’interesse a mettere il cappello su qualunque avvenimento di questo tipo perché lo aiuta a seminare il terrore e mi pare ci riesca benissimo. Prima di rispondere alla domanda sull’aspetto legato alla simbologia dell’attacco nella chiesa, io suggerirei di fare quello che avevo suggerito di fare all’epoca dei comunicati delle Brigate Rosse… ".

Attacco chiesa Rouen, Massimo Fini: “Obiettivi infiniti. Fare quello che suggerii all’epoca delle Brigate Rosse'
Cioè? 

"Il mio suggerimento era allora in quel caso e oggi in questo, di non dare queste notizie perché innescano atti emulativi di tutti i tipi e quindi è una sorta di moltiplicatore. Naturalmente noi siamo in guerra, anche se è una guerra asimmetrica con questa formazione chiamata Isis e si dovrebbero utilizzare le regole di guerra che implicano anche la censura. In quanto alla chiesa, certo che se è un atto consapevole, voluto - ci mancano ancora gli elementi che ricordavo prima – ha un suo valore simbolico. Detto questo e come si è detto tante volte, gli obiettivi sono infiniti: può essere una chiesa, una discoteca, ovvero qualunque cosa riguardi l’Occidente può essere colpita". 

Francia, Germania di nuovo Francia, di fronte a questa escalation di sangue e terrore l’Occidente cosa fa? Resta inerme? Lei che Occidente vede?

"Vedo un Occidente che anzitutto, se vuole combattere l’Isis non fa quello che dovrebbe fare e cioè mandare le truppe sul campo. In Iraq e Siria noi ci facciamo difendere dai peshmerga curdi e dai pasdaran iraniani, non abbiamo truppe. Tutto questo perché c’è un vuoto. Io l’ho scritto molte volte: il più grande pericolo lo vedo nel vuoto di valori dell’Occidente. Noi non abbiamo più alcun tipo di valori per cui valga la pena di spendere non dico la vita ma una mano. Invece questi, quando non siano squilibrati, vanno a morire con la facilità con cui si accende una sigaretta. E’ il vuoto dell’Occidente da colmare ma è difficilissimo perché cinquant’anni, sessant’anni, settant’anni di benessere ci hanno resi imbelli, senza spina dorsale. Ad esempio, se c’è una rapina in banca non c’è mai un italiano che reagisce, semmai è un rumeno, uno slavo, o magari un più simpatico nero del Senegal e questo vale non solo per noi ma anche per quello che noi chiamiamo Occidente". 

autore / Lucia Bigozzi
Lucia Bigozzi
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