Giovanardi (Ncd): “Bene Renzi ma ora le riforme. Centrodestra assente perché diviso”

26 maggio 2014 ore 11:49, Lucia Bigozzi
Giovanardi (Ncd): “Bene Renzi ma ora le riforme. Centrodestra assente perché diviso”
“Grillo grande sconfitto, Renzi grande vincitore, centrodestra assente perché diviso”. Parte da qui la riflessione di Carlo Giovanardi, senatore di Ncd, nell’intervista a Intelligonews. Performance tutto sommato positiva per ilo neonato partito di Alfano che “molti gufi dicevano avrebbe fatto la fine di Fini”…
Senatore, come valuta il voto? «Il voto è chiarissimo: c’è un grande sconfitto che è Grillo e questo è un bene per l’Italia e da questo punto di vista siamo molto soddisfatti; c’è un grande vincitore che è Renzi e il Pd e c’è un grande assente che è il centrodestra». Grande assente o proposte politiche non convincenti per l’elettorato? «Il centrodestra suddiviso in vari spezzoni arriva quasi al 30 per cento, ma diviso com’è oggi diventa irrilevante e dico questo pensando al futuro, non al voto europeo di ieri». La performance di Ncd è stata sotto le aspettative. Cosa vi ha penalizzato? «Io dico: primum vivere, deinde filosofare. Il fatto che abbiamo ottenuto il 4,3 per cento dei consensi per noi vuol dire vivere considerando che siamo nati cinque mesi fa e siamo partiti da zero, senza risorse e struttura organizzativa. Ricordo che ci dicevano che avremmo fatto la fine di Fini , invece il nostro 4,3 per cento testimonia un radicamento importante in un momento particolarmente difficile, con tutto quello che è avvenuto nell’ultimo mese…». Si riferisce alle inchieste che hanno toccato anche vostri esponenti? «Prima la condanna a Scopelliti, poi l’arresto del presidente del consiglio regionale della Campania, poi la vicenda del’Expo: non è facile fare campagna elettorale quando tutti i giorni ne capita una. Compreso l’arresto di Clini, stamani, persona specchiata, un tecnico, è stato direttore generale del ministero dell'Ambiente. Ecco, alla fine sono anche curioso di vedere come andrà a finire». E adesso? Governo più forte e alleati più deboli? «No. Queste sono elezioni europee e se facessimo questo ragionamento, allora in Francia Hollande cosa dovrebbe fare con il Fn primo partito? Il punto è fare le riforme e noi siamo soddisfatti che la legislatura continui e si rafforzi. Se il Pd tiene una linea per la quale l’obiettivo primario è la riforma del Senato, del Titolo V della Costituzione, o come ha fatto sul dl droga che è stato un giusto compromesso e che sostengo è un conto; se invece il collega Lo Giudice torna dagli Stati Uniti con un utero in affitto e dice ora andiamo in commissione per legiferare in questa direzione è chiaro che noi non siamo d’accordo. Ricordo che in Francia Hollande è stato penalizzato anche dalla mobilitazione popolare ad esempio contro i matrimoni gay o per il tentativo brutale di imporre nelle scuole una religione laica». Perché gli euroscettici avanzano in Europa ma non in Italia, almeno con le stesse percentuali? «C’è un voto in libera uscita che non ha riflessi diretti sulla politica interna. C’è stata, giustamente, una ventata di protesta contro l’Europa dei burocrati e politiche economiche sbagliate che hanno impoverito la gente. Credo che in Italia le follie di Grillo abbiano indotto l’elettorato a spostarsi su una posizione che comunque oggi Renzi incarna, di rinnovamento e di critica anche nei confronti dell’Europa. Va detto però che siamo in un quadro politico velocissimo per cui anche Renzi adesso è nella fase delle grandi aspettative ma poi deve produrre fatti».
autore / Lucia Bigozzi
Lucia Bigozzi
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