"Nel nome del padre e del figlio": Grillo ringrazia e non si dimette

26 maggio 2014 ore 13:25, Andrea De Angelis
Grillo ha parlato, e lo ha fatto con i numeri.  I primi reali, forse, da qualche settimana a questa parte, visto che quelli relativi ai sondaggi si sono dimostrati virtuali. Proprio come la piazza che, già prima del voto, era definita tale da chi nel Movimento 5 Stelle ci ha sempre creduto, ma fino a un certo punto.
'Nel nome del padre e del figlio': Grillo ringrazia e non si dimette
"Se perdo le europee, me ne vado", aveva detto il Beppe nazionale, in preda alla febbre da sondaggio. Per ora non lascia, anzi rilancia.  Lo fa ringraziando innanzitutto (ecco i numeri) chi lo ha votato: "Grazie ai 5.804.810 italiani che hanno votato il MoVimento 5 Stelle". Poi con un testo di Rudyard Kipling, scrittore e poeta britannico di origini indiane, la cui opera più nota è il racconto per ragazzi "Il libro della giungla". Se (di padre in figlio) "Se riesci a non perdere la testa quando tutti intorno a te la perdono e ti mettono sotto accusa. Se riesci ad avere fiducia in te stesso quando tutti dubitano di te, ma a tenere nel giusto conto il loro dubitare. Se riesci ad aspettare senza stancarti di aspettare o essendo calunniato a non rispondere con calunnie, o essendo odiato a non abbandonarti all'odio, pur non mostrandoti troppo buono, né parlando troppo da saggio. Se riesci a sognare senza fare dei sogni i tuoi padroni. Se riesci a pensare senza fare dei pensieri il tuo fine. Se riesci ad incontrare il successo e la sconfitta e trattare questi due impostori allo stesso modo. Se riesci a sopportare di sentire le verità che tu hai detto distorte da furfanti che ne fanno trappole per sciocchi o vedere le cose per le quali hai dato la vita distrutte e umiliarti a ricostruirle con i tuoi strumenti oramai logori. Se riesci a fare un solo fagotto delle tue vittorie e rischiarle in un solo colpo a testa e croce e perdere e ricominciare da dove iniziasti senza mai dire una sola parola su quello che hai perduto. Se riesci a costringere il tuo cuore, i tuoi nervi, i tuoi polsi a sorreggerti anche dopo molto tempo che non te li senti più ed a resistere quando ormai in te non c'è più niente tranne la tua volontà che ripete "resisti!" Se riesci a parlare con la canaglia senza perdere la tua onestà o a passeggiare con i re senza perdere il senso comune. Se tanto nemici che amici non possono ferirti se tutti gli uomini per te contano ma nessuno troppo. Se riesci a colmare l'inesorabile minuto con un momento fatto di sessanta secondi tua è la terra e tutto ciò che è in essa e quel che più conta sarai un uomo, figlio mio." Rudyard Kipling
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