Europa, Borghezio (Ln): “Sembra che Prodi metta mani avanti: potrebbe essere una previsione"

26 maggio 2015, Lucia Bigozzi
Europa, Borghezio (Ln): “Sembra che Prodi metta mani avanti: potrebbe essere una previsione'
“Prodi tra Machiavelli e Mitterand: se siamo in questo casino dobbiamo ringraziare anche lui”. Netta l’analisi sui venti anti-europeisti che soffiano dalla Polonia alla Spagna passando per la Grecia. Le parole del Professore al Corsera sono il canovaccio della conversazione con Intelligonews che Mario Borghezio, europarlamentare della Lega, riscrive...

Prodi dice “Europa a rischio disgregazione”. Detto dal padre dell’euro che effetto le fa? 

«Mi fa un effetto un po’ strano perché Prodi era il 'fenomeno' – come dice Salvini – che aveva costruito questa Europa dalle grandi aspettative politiche ed economiche fondata sull’euro. Forse, oggi che tutti i nodi stanno venendo al pettine, vuole difendere una versione dei fatti diversa da quella originaria »

E' outing o il tentativo di assegnare responsabilità, come ad esempio nelle critiche su un’Europa a trazione tedesca?

«In quello che dice Prodi c’è del machiavellismo un po’ mitterandiano. E’ un Prodi fiorentino che vuole distrarre l’attenzione dalla ricerca delle responsabilità. In realtà ci sono due cose da tener presente. La prima: i fatti e non le parole, stanno a dimostrare - nella storia - chi dobbiamo ringraziare per averci infilato in questo casino, Prodi in primis. La seconda: Prodi in tutto questo lungo tempo non ha mai chiarito quali erano i suoi contatti diretti o indiretti con gli ex servizi sovietici»

Prodi definì il patto di stabilità “stupido ma utile”. Come commenta? 

«L’utilità la stanno verificando i milioni di nuovi poveri che l’Italia aveva conosciuto solo con la seconda guerra mondiale, ma con un differenza sostanziale rispetto all’attualità: allora c’era una volontà unanime di tutte le forze politiche di rinascita, di speranza, di coraggio, della voglia di rimboccarsi le maniche. Oggi invece, questo veleno di ideologie mondialiste distrugge i nostri valori, le tradizioni, il senso della vita, il nostro sentire comune e naturale. La nostra reazione rischia di essere più lenta e meno efficace di allora, ma è indubbio che la pressione dei disastri economici e sociali prodotti dalle scelte di questi governi produrrà a breve o medio termine gli stessi risultati. Il vento che soffia in Europa sarà sempre più forte: è come una pentola in ebollizione che farà esplodere il coperchio, anche in Italia»

Seppure a latitudini politiche distanti, come legge il voto in Spagna e Polonia? E’ un avviso di sfratto all’Europa delle tecnocrazie?

«Visti dall’ottica della Lega, sono segnali positivi di reazione profonda dei nostri popoli, seppure su direzione elettorali diverse, alle regole e ai diktat di decisioni politiche calate dall’alto che tradiscono le legittime aspettative dei popoli e che impongono una visione brutale dell’eurocentrismo»

Prodi distingue il voto spagnolo da quello polacco che valuta negativamente. Come spiega la vittoria di Duda in un Paese che ha ricevuto molte risorse dall’Europa e che negli ultimi anni ha un Pil in crescita? 

«Prodi applica i distinguo in virtù di un’ottusità politica nei cofronti di posizioni nazional-popolari che la nuova leadership polacca esprime. In realtà, rappresenta l’anima profonda della Polonia che Prodi e quelli che la pensano come lui non riusciranno mai ad accettare. Noi, fin dai primi contatti nel parlamento europeo abbiamo sentito affinità profonde con questi movimenti identitari, patriottici e cattolici della Polonia profonda che hanno su molti temi, a cominciare dalla famiglia e dalla identità nazionale, sensibilità perfettamente compatibili. Con questo voto i polacchi dicono che non si vogliono far comprare dal sistema finanziario europeo e che non hanno venduto la loro anima a questa Europa che ragiona solo in termini di fatturato e quotazioni dell’euro. Questo si spiega col fatto che più volte anche i migliori Papi hanno osservato che occorre riconoscere che la prigione comunista ha dato a molti Paesi dell’Est la possibilità di difendersi dal mondialismo e dal peggiore capitalismo»

Dossier Grecia: per Prodi ‘siamo alla canna del gas, ma un accordo è ancora possibile’. E’ così? 

«Sembra quasi che Prodi voglia mettere le mani avanti, quasi come se avesse informazioni o indicazioni sul fatto che dopo la Grecia potrebbe toccare all’Italia. Noi facciamo i debiti scongiuri anche perché il personaggio non è estraneo a queste previsioni»

A questo punto che deve fare l’Italia?

«Deve mettersi in sintonia con questa nuova visione europea che lentamente ma costantemente i verdetti popolari rafforzano. Non è quello che sta facendo Renzi ma del resto dimostra di essere un convinto collaborazionista dei poteri forti europei»

autore / Lucia Bigozzi
Lucia Bigozzi
caricamento in corso...
caricamento in corso...
[Template ADV/Publy/article_bottom_right not found]