Europa, Rinaldi Vs Prodi: "Parla dello strapotere tedesco lo stesso che era in Commissione Ue?"

26 maggio 2015, Adriano Scianca
Europa, Rinaldi Vs Prodi: 'Parla dello strapotere tedesco lo stesso che era in Commissione Ue?'
“Romano Prodi? Ma era davvero lui quello che parlava al Corriere della Sera? E cosa faceva mentre la Germania aumentava la sua egemonia”. Antonio Maria Rinaldi, professore straordinario di Economia Politica, commenta così l'intervista in cui l'ex premier si dichiara molto pessimista sul futuro dell'Ue. E a IntelligoNews spiega: “Prodi parla della posizione di vantaggio economico della Polonia. Ma dimentica di dire che la Polonia non ha la moneta unica”. 

Professor Rinaldi, Prodi vede un futuro nero per l'Unione europea... 

«Ho letto l'intervista del professor Prodi. L'unica cosa su cui concordo è che sarebbe controproducente inviare soldati italiani in Libia. Per il resto non condivido neanche le virgole». 

Vediamo, allora. Per l'ex premier l'Europa è attraversata da molteplici segnali di disintegrazione... 

«E adesso si accorge che la costruzione europea, di cui è stato uno dei principali artefici, è insostenibile? Se ne accorge ora?»

Prodi sembra allarmato dal voto della Polonia, che trae massimi benefici dall'Ue ma sceglie politiche anti-europeiste. È d'accordo? 

«Il professor Prodi decanta la posizione di vantaggio economico della Polonia. Ma dimentica di dire che la Polonia non ha la moneta unica. Tutti i paesi che traggono vantaggi economici non hanno l'Euro, e viceversa. A parte ovviamente la Germania. E a tal proposito vorrei chiedere a Prodi: ma quando era in veste di negoziatore italiano e poi di presidente della Commissione europea, cosa faceva mentre la Germania aumentava la sua egemonia? Leggendo l'intervista ho più volte dovuto controllare che fosse lo stesso Romano Prodi che avevo in mente io...». 

Cosa pensa delle parole dell'ex premier sulla crisi greca e sull'improbabilità di un contagio che tocchi anche l'Italia?

«Il contagio di fatto già c'è, abbiamo trasferito alla Grecia 39 miliardi di risorse, risorse trovate tramite leva fiscale, quindi con un aumento del debito pubblico. Quanto alla Grecia, era un esperimento fallimentare già dal 2010, se la cosiddetta Troika avesse risolto la crisi con criteri costruttivi si sarebbe risolta immediatamente. La Grecia oggi è in agonia. È in questa situazione per errori propri e per quelli della Commissione europea che a suo tempo diede il via al suo ingresso nell'Euro grazie all'escamotage dei derivati. Oggi i nodi vengono al pettine, la Grecia non può più permettersi di stare nella moneta unica e sbaglia l'Ue che glielo impone»

Esula un po' dai temi di sua pertinenza, ma cosa pensa della politica europea sugli immigrati, dove al solito ogni Stato sta pensando agli affari propri? 

«C'è un errore di fondo: inizialmente si credeva che l'Europa dovesse compiere una fortissima azione di integrazione e non delegare questo ruolo alla moneta unica. Oggi, invece, siamo rimasti solo noi a crederci».
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