Abbate Vs donne Pd: "Finita l'era Bindi. Il video con la Moretti? Bigiotteria culturale veltroniana"

26 maggio 2015, Marco Guerra
Il video selfie Renzi-Moretti, mentre sono in auto, dal titolo "Dobbiamo guidare il Veneto" è già diventato un emblema del repertorio della comunicazione renziana "easy" che ha rivoluzionato l’identità stessa della sinistra italiana. C’è infatti tutta la quintessenza del renzismo  nell’immagine del premier che fa da autista alla candidata dem alla presidenza della Regione Veneto

Ma per un’analisi più approfondita IntelligoNews ha raccolto il commento dello scrittore Fulvio Abbate.  
 
Abbate Vs donne Pd: 'Finita l'era Bindi. Il video con la Moretti? Bigiotteria culturale veltroniana'
Abbate che ne pensa del video selfie Renzi-Moretti?

“Sinceramente ho visto solo un breve passaggio del video in questione. Ad ogni modo mi sembra che questo video sia in linea con la bigiotteria culturale veltroniana rivista dal premier ovviamente in chiave renziana. Renzi in fondo è un ragazzo e la sua comunicazione coincide pienamente con la banalità dei nuovi media. Per dirla in maniera tecnica, Renzi vuole dare l’impressione di comunicare in modo orizzontale come richiede lo stile dei social network, in questo modo vuole occupare tutti gli spazi che offre la comunicazione”.

Renzi ci sta mettendo la faccia in questa campagna elettorale, sostenendo candidati del Pd che non hanno il suo stesso smalto comunicativo...

“Questo è normale, lo ha fatto anche Berlusconi quando andava ad alzare il pugno dei vari candidati sparsi per l’Italia. Quello che sto notando è che la Moretti sembra più umana, è riuscita a scrollarsi un po’ di dosso quell’immagine di fiore coltivato nella serra del Pd, anzi nella serra di Bersani. Ormai è un personaggio che fa parte della prima fila del Partito democratico”.

La lady-like Moretti comunque appartiene ad un nuovo genere di “donna  democratica” che non ha nulla a che vedere con il vecchio modello femminile di militante di sinistra...

“No certo. È il volto perfetto per esprimere qualsiasi opinione politica, per me potrebbe fare anche la portavoce dell’Ncd. I volti di certe militanti comuniste con il cardigan o di alcune esponenti della Dc non esistono più. Le Franca Falcucci sono scomparse (primo ministro donna dell’Istruzione, tra 1982 e il 1987 in quota Dc, ndr) l’ultimo esemplare di questo modello femminile – che è stato sconfitto -  è Rosi Bindi”.

Renzi ha saputo scegliersele bene, prima la bellezza sembrava essere una prerogativa delle esponenti di Forza Italia. Anche in questo l’ex sindaco di Firenze ha rivoluzionato la sinistra?

“Ora sono tutte selezionate anche in base all’aspetto fisico e sono istruite sul piano della comunicazione con il preciso compito di esporre i provvedimenti del governo e di accusare di disfattismo chiunque osi contestarli. Tutte ripetono questo copione”.

Insomma tutte renziane. È facile immaginare cosa succederà se il Pd farà il pieno alle Regionali...

“In tal caso diventeremo tutti quanti renziani,  anche l’opposizione, con tutte le sue sfumature, sarà renziana. Come negli anni ’70 c’erano terroristi di ogni colore e sigla, ora ci ritroveremo con i comunisti renziani, i fascisti renziani e nazisti dell’Illinois renziani. Intorno a Renzi si è formato un spazio politico che va da destra a sinistra. Tutti noi dovremo aggiungere al nostro cognome quello di Renzi”.

Berlusconi ospite da Fazio è sembrato un principiante rispetto a Renzi. L’ex premier ormai ha perso il suo smalto di comunicatore?

“Berlusconi perde perché ormai è vecchio, questo è un dato di fatto incontrovertibile che lo pone in una posizione di svantaggio rispetto a Renzi. Il premier ha un tratto giovanile che Berlusconi non può avere. Il leader di Forza Italia ora parla a chi indossa le Gucci, Renzi si fa capire anche dai tanti che portano le Nike".

Ma Renzi è riuscito ad andare oltre Berlusconi che, anche durante i grandi successi elettorali , è sempre stato un personaggio che ha diviso gli italiani. Forse Renzi non sconta né i peccati della nomenclatura comunista e democristiana, né il perenne conflitto di interessi e l’invidia verso il cavaliere “imprenditore di successo”?

“Pur rischiando di sembrare banale, dico che Renzi è il proseguimento di Berlusconi ma con mezzi più interclassisti. È figlio di quell’Italia di mezzo e, cosa che non guasta, colma anche quei sospiri democristiani presenti ancora negli italiani”. 

autore / Marco Guerra
Marco Guerra
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