“Toy Like Me”, 3 donne vincono la disabilità del mondo delle bambole

26 maggio 2015, Marta Moriconi
“Toy Like Me” significa un giocattolo come me ed è la campagna virale di tre donne del Regno Unito disabili o con figli disabili. Melissa Mostyn è una una giornalista non udente con una figlia in sedia a rotelle, Rebecca Atkinson
“Toy Like Me”, 3 donne vincono la disabilità del mondo delle bambole
è la sua amica e collega non udente e ipovedente e poi c'è la mente: la consulente esperta in giocattoli, Karen Newell, anche lei madre di un bambino cieco. 

E ora che il mondo ha visto il loro mondo e il mondo che vorrebbero, il produttore MakieLab ha deciso di sostenerla e proporla anche lui con i suoi mezzi ben più professionali: “Possiamo rispondere a un bisogno che non è soddisfatto dalle aziende di giocattoli tradizionali. È fantastico. Speriamo di far felici alcuni bambini e i loro genitori”.

L'idea parte da un gioco classico che è quello con le bambole ma ci sono anche i personaggi della Playmobil: tutti rigorosamente disabili. E l'idea piace ai bambini cosiddetti "sani" che in questo modo possono essere sensibilizzati rispetto al tema dei non normodotati. Per aderire all'idea basta fare una petizione su Change.org o andare a vedere il loro gruppo Facebook con 14 mila “mi piace”.

D'altronde le aziende tradizionali non pensano ai bambini con handicap secondo queste tre generose madri, che volevano giocattoli più vicini ai loro figli e l'hanno potuto fare con stampanti in 3D. 

E ora che Rebecca ha creato una bambola come quella che voleva da piccola, simile a lei, magari con apparecchi acustici, il suo sogno si è realizzato e anche quello di tanti bambini disabili.
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